Comune di Napoli

Febbraio 25, 2014
il golfo più bello del mondo
il golfo più bello del mondo

Al solo scopo di non addentrarsi in complesse analisi ed argomentazioni si  acclude qui di seguito, per la lettura di quanti ne hanno voglia e curiosità, la relazione della Corte dei Conti che dà modo di fare, in ogni caso, alcune banali riflessioni. I numeri emersi sia nella documentazione dell’Ente che in quella esaminata dalla Corte dicono che da anni il Comune di Napoli versava in situazione di palese difficoltà di natura economica, di natura finanziaria e di natura patrimoniale. Relativamente al terzo segmento di natura patrimoniale/immobiliare, contrassegnato da una sopravvalutazione dei beni posseduti incapaci non solo  di produrre reddito  ma capaci di produrre solo costi e spese, se ne  ha conferma con la difficoltà di smobilizzo dei beni  non tanto perchè il mercato non risponde ma perché le  valutazioni appaiono  al di sopra del valore commerciale tanto più in un momento di caduta della domanda.  Il piano di rientro costruito anche sulla possibilità di fare cassa con la vendita dei beni , una volta radiato l’immane cespite dei residui attivi serviti  negli anni passati a generare gli equilibri della fase finanziaria ed economica, ritrova proprio in questa rappresentazione contabile uno dei punti di debolezza dell’intero progetto di riequilibrio, oltre che nella  mancate  decise iniziative concernenti il mondo delle aziende partecipate.  Questi i due macigni che pesano di più; sugli altri aspetti del progetto si può trovare una soluzione conveniente e si possono, con le politiche fiscali locali, proporre rimedi accettabili. Su questi due fonti l’amministrazione dovrà sicuramente ricucire con la Corte dei Conti.  Sarà chiamata ad un duro impegno.

Ciò detto, va  però svolta una considerazione di buon senso che ogni cittadino comune non può non fare.

Ma negli anni passati, non in quelli della amministrazione attuale cioè di De Magistris, gli Organi di Controllo, interni ed esterni, le funzioni responsabili dell’Ente dove erano ? cosa facevano ? cosa hanno fatto ?  E’ mai possibile che si debba arrivare ad un punto di non ritorno senza considerare le pesanti responsabilità di ordine amministrativo, politico, civilistico che appartengono a tutta la struttura di governance dell’Ente e degli organi preposti alle fasi di revisione interni ed esterni ?

La città si deve interrogare non solo sul futuro e su cosa potrà succedere, ma ancor di più sul passato  che consegna una ennesima brutta pagina alla storia.

 

 

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