Testo per lettura giorno 9 3 Conviviale
Condivido con Fabio una serie di attività e di esperienze di grande piacere, che mi aiutano a vivere meglio e a non avere nostalgie dei tempi in cui mi sono impegnato su queste strade impervie, ma affascinanti, di information Technologies , tlc e softwaristico che ha segnato un lungo periodo della mia vita. (durata più di 10 anni), in cui ho messo tutto dentro.
Senza l’ausilio degli amici di noi Open sarei rimasto attaccato solo sui libri e le riviste con magra soddisfazione senza poter concretizzare nulla né dal punto di vista scritturale né con interazioni colloquiali e/ o di altro genere: convegni, progetti.
La passione per l’information Technologies è nata sul campo ed è stata, come alcuni di voi sanno, veramente entusiasmante e sfidante e non povera di successi. Un misero investimento di 130 miliardi di lire nel 5 anni dal 1988/89 al 1993
Ora si completa solo attraverso pesanti letture umanistiche fondamentali, vedi Ferraris professore di filosofia teoretica a Uni Torino (Documanità) e Floridi a Uni Bologna (la differenza fondamentale ) ordinario di sociologia della cultura e della comunicazione, entrambi grandi umanisti come Galimberti autore di un tomo di 600 pagine di 20 anni fa “Psiche e Tecnhe”.
l’uomo e la tecnica questo il tema affascinante del momento; la tecnica è l’uomo perchè la tecnica nasce origina dalla mente dell’uomo, da quando Prometeo sottrasse il fuoco agli Dei e ne scontò il fio. Liberò gli uomini e li fece padroni della techne. “Techne hexis nou padrone della propria mente.”
Questi sono però approcci consolatori di carattere culturale mentre quelli di carattere operativo più esaltanti, perché vivi, attingevano ai primi manuali dell’IBM e soprattutto interagivano con gli elaboratori ed i softwares ( uno per tutti il DB2) : i grandi elaboratori oggi hanno potenze inimmaginabili.
IBM è stata pioniera nella materia della intelligenza artificiale, perché è stata la creatrice dei primi grandi database e dei primi softwares gestionali che hanno rappresentato i pilastri di questa scienza. Ancora oggi il Watson è un punto di riferimento nella medicina e sanità.
Ho avuto il piacere di capire attraverso la pratica, cosa significasse la gestione algoritmica dei dati, cosa significasse quella evoluzione e di percepirne sul campo i risultati.
costatare all’epoca che le quantità di dati passavano sui grandi elaboratori da numeri insignificanti e numeri con N maiuscola e da velocità anch’esse insignificanti a velocità aereodinamiche ti faceva toccare con mano i successi.
Le elaborazioni prima duravano intere nottate poi sempre meno ed alla fine solo poche ore.
L’amicizia con Fabio quindi oltre ad essere un’amicizia nata nel mondo associativo e mi scuso nel dirlo è anche un’amicizia strumentale: mi fa sentire vicino al mondo reale che oggi è di una articolazione impensabile con le tante tecnologie che hanno raggiunto maturità e livelli assoluti.
Pensate che se non avessi amici come Fabio e gli altri del gruppo di Open io dovrei su questo argomento dovrei aver chiuso da anni battenti leggere ed immalinconirmi.
Invece il contatto con persone come Fabio, che poi scrivono libri come i dialoghi sull’etica e AI l’intelligenza artificiale, la cui lettura piacevolissima ti introduce su tematiche di grande complessità ed apre lo stimolo ad acquistare altri libri, quali quelli di Cate Crawford nè intelligenti né artificiale. e poi altri ancora mi hanno spinto non da ora ma da almeno sei anni ad occuparmi dell’argomento, di cui ho provato anche ad editare qualcosa sul mio blog per mettere a disposizione testi ed informazioni.
Mi sono fermato perché il tema è di una tale ampiezza e di una tale articolazione, di una tale sconvolgente invasività da impaurire.
Di tanto in tanto ricomincio come ho fatto quando è uscita recentemente la disciplina Europea del Digital Omnibus di cui ho scritto sul Denaro on line che è la base per tutta la regolamentazione a venire.
Ed è proprio su questo tema della governance e dell’etica che si muove il grande scenario del riordino su cui si sta impegnando l’Unione Europea in maniera da assicurare la società dai rischi che l’Ai purtroppo genera; riguarda almeno il mondo occidentale. Il primo documento UE (170 pagine) sull’AI e del 2020.
Quando Fabio ha scelto il tema e l’argomento “algoritmi e responsabilità” sono stato contento perché aldilà degli aspetti affascinanti delle tecnologie, di cui lui potrà dirvi. delle infrastrutture e tanto tanto altro c’è anche l’esigenza di capire che c’è una battaglia mondiale, fuori, sull’intelligenza artificiale che non è solo di natura etica ma anche di natura regolamentare.
Mi fermo qui; si può dire tanto dalla visione macroeconomica, sociologica, finanziaria, della competizione tra aziende e paesi, del processo industriale e delle priorità e soprattutto dal punto di vista ambientale.
A latere in questi argomenti ci sono poi numeri che fanno spavento ed i grandi cambiamenti indotti nella società, nel mondo del lavoro, nel sistema delle imprese c’è una innovazione che spaventa e di cui non si intravedono a pieno le conseguenze.
Il mondo che va sotto il nome di intelligenza artificiale, che non è né intelligente né artificiale come dice Kate Crawford nel suo libro, ha tanti lati oscuri da sapere e conoscere.
Passo la parola Fabio che ascolterete con grande piacere perché oltre ad essere un bravissimo ingegnere e professore universitario ed un imprenditore vincente è anche un umanista di grande spessore e cultura; è un grande scrittore, saggista come ha detto Lucrezia, parlatore ed è capace di una fascinazione che prende.
Provate a leggere i suoi articoli sulla stampa per capire.
Vi ringrazio per l’attenzione che avete dedicato e spero di aver avviato un momento informativo di interesse che ormai divora tutto e tutti.