note sul tema fiscale italiano

Luglio 19, 2019

Premessa.

Talvolta per aiutare la pubblica opinione basta fare una rassegna ragionata di articoli di approfondimento apparsi sulla stampa di qualità, quella che scrive e pubblica pezzi di professionisti competenti, per aiutare quanto meno a capire dove sta una parte della verità. E’ il caso della questione fiscale, tema quasi tutto italiano, non perché gli altri paesi non abbiano il problema, ma perché non lo hanno nella nostra misura come non hanno nella nostra misura il problema delle esigenze delle coperture del debito pubblico.

  • Abstract dell’articolo apparso su Espresso del 7 luglio a firma di Gloria Riva.

I profitti delle multinazionali

Per i dati di tutto il mondo il totale dei profitti delle multinazionali è di circa 544 miliardi di cui 257 restano nei paesi europei.

Il paper The missing profits of Nations pubblicato dal National Bureau https://gabriel-zucman.eu/files/TWZ2018.pdf of economic research degli Stati Uniti, considerato il più autorevole centro di ricerca economica mondiale, contiene lo studio ed i dati. E’ scaricabile dal sito del National Bureau.

Lo studio è riuscito a ricostruire quanti profitti le multinazionali riescono a nascondere nei paradisi fiscali, evitando cosi le tasse nei paesi di origine.

Il totale dei profitti spostati nei paesi a bassa tassazione è enorme; 616 miliardi di $ pari a 550 miliardi di €. 

I profitti realizzati attraverso le controllate estere sono di 1700 miliardi di $ e secondo una stima il 40% finisce nei paradisi fiscali.

Le tecniche adoperate sono quelle del transfer pricing , organizzazione di prestiti, cessioni di marchi e brevetti all’interno del Gruppo.

In Italia le multinazionali versano al fisco 32 miliardi ma ne nascondono 6,3 una cifra non piccola bastevole per risolvere alcuni dei problemi del bilancio dello stato.

17 miliardi di profitti, realizzati in Italia, finiscono invece nella giurisdizione di paesi euopei che fanno parte della famiglia allargata dell’UE ( Lussemburgo, Irlanda, Belgio, Cipro, Malta, e Svizzera per quasi 2 miliardi ).

Non siamo soli in questa perdita: 10,8 di imposte le perde Londra, 14,3 Berlino e 9,4 Parigi. Ma questi paesi hanno il loro tornaconto che da noi non si equilibra.

  • L’articolo affianca l’altro di Paolo Biondani “ Evasori trematecade il muro del segreto bancario.

L’Espresso attraverso le sue pagine ha sempre dato notizie non facili, severe e puntuali, sul tema della evasione fiscale ed una sua penna , Stefano Livadiotti, di recente scomparso era ed è stato una sua bandiera sul tema del fisco.

Il suo libro “LADRI gli evasori ed i politici che li proteggono” mira a sostenere come la virulenza della evasione fiscale , acuitasi negli ultimi decenni, sia “conseguente ad una sorta di patto di omertosa convenienza stipulato fra categorie di elettori e contribuenti e forze politiche interessate a quegli elettori; patto che ha dato vita ad un sistema in cui la regolare riscossione delle imposte risulta vanificata per un verso dalla farraginosità delle norme e procedure e per un altro verso da una volontà amministrativa apatica ed indolente”. [1]

Questo è solo uno degli aspetti del problema che emerge dalla lettura del libro giacchè l’altro, quello reale e piu insidioso, riposa nella cattiva volontà delle classi politiche al governo, un po tutte anche se non tutte, orientate a non disturbare gli elettori, come viene ricordato da un certa stampa sensibile al tema e dai suoi addetti ai lavori.

Non vi è chi non veda come oggi con le iniziative della attuale maggioranza governativa si persegue l’ennesimo e più insistente processo di blandizia del cittadino attraverso con i provvedimenti di clemenza fiscale, condoni e quant’altro a danno di chi invece, anche suo malgrado, si à fatto pienamente carico del dovere di osservanza delle regole sociali e delle regole costituzionali.

Sul tema della Flat tax non vale la pena di spendere parole.

C’è poco da aggiungere; più semplicemente occorre ricordare che gran parte dei problemi della nostra società risiedono di fatto proprio nella ingiustizia fiscale oltre che nella presenza di un sistema criminale che è parte del problema e che ha anche una sua altrettanto autonoma genetica di squilibri sociali e territoriali.

C’e cosi un problema tutto interno di ingiustizia fiscale cui deve porre mano il politico di turno, e poi c’è un problema esterno che purtroppo dipende dal funzionamentodelle regole internazionali a cui con lentezza si sta ponendo rimedio con gli accordi OCSE stipulati anni addietro la cui applicazione è divenuta per fortuna fattuale negli ultimi anni. Ed i risultati si vedono.

  • Ed è proprio su questo tema che si snoda il pezzo di Paolo Biondani del quale si riportano in sintesi notizie interessanti ed incoraggianti.

“Un accordo internazionale ed a Roma piovono milioni di dati dei conti esteri con i nomi degli italiani che hanno nascosto 85 miliardi nei paesi offshore. Cinquanta paesi hanno attivato gli accordi che hanno fatto emergere 1100000 conti di residenti all’estero. Solo nella UBS sono emersi 120 mila clienti. Tra questi si presume, secondo le valutazioni degli organi inquirenti esistano non meno di 40mila evasori.

Deriveranno, dalla applicazione degli accordi stipulati negli anni decorsi che ormai sono una realtà, notevoli benefici connessi alla partecipazione delle dinamiche regolamentari che interesseranno non solo i 28 paesi aderenti all’OCSE ma ben 150 nazioni. [2]

Questa la prefazione a firma di Angelo Gurria, president, al recente volume OECD Work in taxation che da conto dello stato dell’arte.https://www.oecd.org/tax/centre-for-tax-policy-and-administration-brochure.pdf

L'imposta è al centro delle nostre società. Un sistema fiscale ben funzionante è la pietra miliare della relazione tra stato e cittadino, stabilendo potenti legami basati sulla responsabilità e responsabilità. Esso è anche fondamentale per la crescita inclusiva e per lo sviluppo sostenibile, fornendo ai governi le risorse da investire in infrastrutture, istruzione, sanità e sistemi di protezione sociale. In tutta la gamma di questioni politiche che affliggono oggi i governi, la tassa si trova a giocare un ruolo centrale ruolo, sia che si tratti di raccogliere risorse sufficienti per finanziare l'infrastruttura di una società o agendo come leva politica per riflettere atteggiamenti e scelte su aree così diverse come i cambiamenti climatici, uguaglianza di genere, educazione, salute.

L'OCSE e il suo Centro per la politica fiscale e l'amministrazione hanno lavorato instancabilmente per perseguire i problemi e fornire un punto focale per una conversazione inclusiva che porta a standard di classe mondiale ed efficace implementazione, sempre riconoscendo l'intera gamma di contesti e vincoli affrontati dai paesi. Abbiamo raggiunto un grande successo nell'affrontare l'evasione fiscale attraverso il Forum globale Trasparenza e scambio di informazioni a fini fiscali (che comprende oltre 150 membri) - si stima che entro giugno 2018”

Nel 2008, scrive Biondani, le ricchezze nei centri Offshore erano di 1600 miliardi . Nel 2018 quei centri per effetto della inclusione nella lista degli stati che collaborano ai fini OCSE hanno perso un terzo di quelle ricchezze pari a circa 550 miliardi.

Ancora 38 paradisi fiscali annoverati tra gli Stati “Canaglia” continuano a custodire circa 1000 miliardi.

Gli Stati Uniti che sono estremamente rigorosi al loro interno e verso i paesi con cui vigono obblighi di compliance non sono ben disposti nelle regole di reciprocità che valgono solo a loro beneficio; non può essere diversamente, visto che al loro interno contano su Stati Federali Offshore come il Nevada e il Delaware nei quali anche i loro politici di turno, senza fare nomi, custodiscono le loro ricchezze sottraendole alla trasparenza fiscale. Bell’esempio di virtù politica dei repubblicani.


[1] Parole di una brillante recensione sul libro di Livadiotti che è stato in altro momento anche molto severo con i magistrati nel libro “Magistrati e l’Ultracasta”, anticipando molte delle nefaste conseguenze del sistema che oggi sono apparse con virulenza a segnalare che anche il potere giudiziario, e non solo quello politico, non gode di buona salute.

[2] La Sede centrale del Credit Suisse ha patteggiato a Milano una condanna per riciclaggio dei soldi di circa 14 mila evasori e risarcito al fisco italiano oltre cento milioni.

Una possibile conclusione

Il piu grave problema italiano è dato dalla  eccessiva ingiustizia fiscale o meglio dalla ricerca di una giustizia fiscale mai attuata ai sensi del dettato costituzionale. Il Mef produce e pubblica ogni anno, ultimo quello dei giorni scorsi, un documento sulla evasione fiscale ed indica la cifra, le aree, i settori e quanto occorre per capire cosa fare , da dove cominciare e quanto recuperare. La Corte dei conti nella sua relazione scrive note che la politica non può ignorare ma che di fatto trascura a danno dei cittadini onesti . Chi volesse approfondire non deve fare altro che scaricare la ponderosa relazione e leggere nelle pagine di riferimento le considerazioni che si ripetono con una certa sistematicità. Solo 20/30 miliardi consentirebbero di guardare al futuro con ottimismo e di chiudere il tema del debito pubblico e di far rientrare nella normalità anche le preoccupazioni dei paesi europei e del mercato. E può sembrare strano ma una normalità nel bilancio dello stato farebbe di converso emergere le tante positività di cui il paese non manca e che potrebbero addirittura portare ad una conclusione all’apparenza assurda: Italia paese virtuoso giacchè tutti gli indici cosiddetti anomali guardati con sospetto ( spesa pubblica, corruzione) se confrontati con quelli degli altri paesi farebbero emergere una normalità relativa. Cioè non siamo peggio degli altri, ma in alcuni casi anche migliori. Uno per tutto l’indice dell’avanzo di gestione che da anni caratterizza in positivo i conti del paese. Ma chi volesse rendersene conto non ha che da aprire i link sotto segnati che rinviano ad articoli di recente apparsi che danno il senso e la misura alle modeste considerazioni innanzi svolte che danno alcuni elementi a causa dei quali non può non maturare un sentimento di indignazione.

Nota di Visco apparsa su la VOCE INFO
https://www.lavoce.info/archives/60154/sconfiggere-levasione-fiscale-si-puo-anche-in-italia/

Articolo apparso su repubblica della sera a commento della pubblicazione della corte dei Conti.
https://www.repubblica.it/economia/rubriche/policy/2019/06/17/news/banca_dati_anti-evasione_una_bestia_che_la_politica_tiene_in_gabbia-228768460/

Articolo apparso sul Corriere della sera a cura del Presidente dell’Osservatorio Previdenziale,  onorevole leghista, apprezzato studioso e serio pubblicista.
https://www.corriere.it/economia/finanza/cards/tasse-pensioni-spesa-sociale-tre-verita-scomode-che-non-portano-voti/bugie-realta-storiche.shtml

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