Lettura della nuova Europa

Febbraio 11, 2021

Lettura della nuova “EUROPA”

Durante la incresciosa vicenda politica che sta assillando gli italiani ancora increduli, ma forse oggi più fiduciosi di ieri per la svolta in atto, la stampa e le campagne mediatiche non si sono mai soffermate a sufficienza su aspetti che forse avrebbero aiutato a capire la complessità dei nostri problemi.

Esse andavano e vanno ben oltre il colore politico delle singole formazioni perchè guardano ad aspetti di alta strategia che interessano tutti i paesi e l’Europa nel suo insieme.

Per fortuna il Presidente incaricato ne ha piena consapevolezza al punto di averne fatto ampia citazione nel suo intervento di Rimini dell’agosto dello scorso anno.

L’informativa e le informazioni esigono elementi di concretezza e dettaglio, con la indicazione delle fonti da cui attingere in maniera consapevole le notizie sull’intera ratio del processo che è alla base del Recovery Fund e del Next Generation Eu e sulle tappe via via maturate

Esigono la rigorosa citazione dei dati, dei passaggi regolamentari, delle valutazioni politiche e dei momenti di confronto in l’Europa.

I piani del Recovery Fund e del Next generation Eu sono probabilmente oggetti non ben conosciuti dagli italiani o meglio sconosciuti.

Probabilmente su entrambi gli argomenti non si hanno le idee ben chiare perché alla politica politicante ed alla stampa generalista come pure nelle trasmissioni televisive non piace soffermarsi sui reali contenuti e sui principi che hanno ispirato e promosso i due piani che non implicano solo il profilo economico finanziario ma richiamano una idea forte di Europa da realizzare con le missions globali che hanno ricadute nei singoli stati.

Forse non è male riannodare le idee e cominciare dal punto di partenza dall’attività che si è svolta prioritariamente nel consiglio europeo compendiato nel documento per il Consiglio d’Europa del luglio scorso

L’intervento di Ursula Von der Leyen del settembre all’assemblea, intervento da modo alla Presidente della commissione di esplicitare le idee sulle quali sono maturati i consensi, su come costruire un argine alla caduta del pil, attraverso un fronte di investimenti massicci per il recupero delle conseguenti disgrazie economiche indotte dal Covid.

Esse in maniera diversa ma pervasiva già nel mese di settembre si erano disseminate a macchia d’olio nei paesi della comunità, morti a parte, povertà, miseria, disoccupazione e debolezza verso l’attacco del virus.

La Presidente ha ben chiarito il pensiero della Commissione su come costruire il rilancio della Unione durante ed a valle del problema salute.

Prioritariamente si è dovuto affrontare  il tema sulle modalità di finanziamento europeo con fondi autonomi di bilancio sostenuti da una correlata capacità d’indebitamento della UE; tema che ha richieste un lavoro ed una revisione di non poco conto dei principi regolamentari del bilancio Europeo per raccogliere il consenso di tutti i paesi.

Il consenso non è stato agevole visto che alcuni paesi si erano messi di traverso soprattutto nei confronti di alcune parti della famiglia europea, di quella che più di altri, sulla base degli indicatori presi a base, sarebbero state aiutate con le erogazioni di fondi al titolo di prestito e con altri a fondo perduto.

Sono intervenuti di fatto cambiamenti radicali rispetto al passato che hanno finito per dare ragione a quanti da tempo sollecitavano l’emissione di Bond Europei di scopo., cioè di Bond emessi dall’Europa per la raccolta delle risorse da impiegare a sostegno delle finalità ordinarie e straordinarie del bilancio.

Detto questo, va aggiunto che con una pazienza negoziale mai prima registrata tutti i paesi hanno poi trovato l’accordo complessivo sia sugli importi da erogare a diverso titolo ma soprattutto sulle causali o meglio sulle ragioni di spesa e di investimento in un quadro globale di progetti che riguarda l’intero sistema Europa e che ha proporzionali e dirette ricadute sui singoli paesi.

Pur con la necessaria sintesi è bene dare uno sguardo all’intero processo soprattutto e segnalare, a quanti non hanno la possibilità di scendere sui documenti istitutivi ed istituzionali, il fatto che a mano a mano che si completavano i passaggi si determinavano anche conseguenzialmente le sfere di autonoma determinazione dei singoli paesi ai quali è richiesto ora un impegno di non poco conto perché concorrente con la realizzazione complessiva della strategia.

Si sono così individuati vincoli di carattere strategico rispetto ai quali l’autonomia delle singole nazioni  risulterà sostanzialmente contenuta salvo che per talune iniziative specifiche attinenti le peculiarità di ciascuna

Per aiutare chi è interessato ad approfondire il tema ho raccolto tutti i documenti fondamentali che andrebbero letti per intero; tutti parlano di una nuova Europa e di una Europa solidale e di una Europa che mira a ristabilire tanti equilibri nel tempo smarriti.

Una cosa è certa e va detta da subito, senza preoccupazione di essere smentiti. Il cambiamento della mission europea era già in atto e nell’aria; serviva a contrastare nazionalismi, populismi e spinte disgregatrici.

Era necessario quale risposta in un momento in cui ai radicalismi europei si affiancava quello americano trumpiano al quale in molti si ispiravano supportato, peraltro, dalla opinabile operazione Brexit che appariva come modello invocato di autonomia rispetto alle presunte rigidità dell’Europa.

Il Covid ha impresso una velocità nuova ed offerto alle governance dei singoli paesi ed a quella Europea, Commissione, Consiglio e Parlamento la ragione per dare al processo evolutivo una spinta ferma, decisa, irrevocabile che per essere ben percepita esige uno sforzo di comprensione non piccolo.

Può essere aiutato dalla lettura attenta dei testi raccolti proprio allo scopo di agevolarne la comprensione complessiva.

Vanno letti come un insieme.

La vicenda politica nazionale con l’incarico al Prof Draghi sembra destinata, poi, a conferire al disegno una lettura provvidenziale perché nella composizione della squadra europea un protagonista dell’Europa e delle sue idee che si mette al fianco della BCE, della Commissione, non è una opportunità da poco.

È una leva con un peso specifico valoriale che il mondo intero apprezza e conosce.

Per capire il pensiero di Draghi non occorre andare lontano, rileggere le sue relazioni annuali da Governatore della Banca di Italia o da Presidente della BCE; è sufficiente attingerlo dal suo pezzo del Financial Times e dalla sua relazione al meeting di Rimini dello scorso anno.

I miracoli in questo clima di buon auspicio per l’Europa sembrano non finire mai se succede poi che a concorrere alla votazione dell’assemblea parlamentare di ieri 9 febbraio 2020 sul Regolamento del Recovery Fund arrivano anche i 28 voti della Lega che consentono la formazione di una maggioranza bulgara di 582 voti contro le 60 astensioni ed i 40 voti contrari delle frange che resistono sulle loro posizioni ormai isolate in Europa e ne mondo.

In questo passaggio i benpensanti della Lega hanno aiutato la svolta che non è un segno da poco e indica un momento di resipiscenza nel panorama italiano rispetto al tema dell’Europa .

In conclusione, COVID è stata ed è una iattura di dimensione epocale, tragica, di cui non si riesce ancora ad intravedere, pur con tutto l’ottimismo che pure serve, il momento finale:

È stato però anche un fattore determinante di anticipata aggregazione dei popoli che hanno ragionevolmente ritrovato motivi di comunanza su tanti aspetti e vincoli nuovi non solo rispetto all’idea di Europa ma anche nel fare e nell’operatività. Leggi tema vaccini.

Per capire il tutto si richiede una riflessione sulla lettura delle volontà politiche che traspaiono dai documenti che ciascuno naturalmente può tradurre con la percezione sua propria derivante dal modo di sentire e intendere il fenomeno locale, piccolo ma determinante tassello del puzzle, e quello europeo.

Li metto a disposizione qui di seguito nell’ordine ai rispettivi link.

I testi di ognuno che è difficile sintetitizzare (richiederebbe un lavoro non semplice né immediato) sono in parte shedati per un richiamo più immediato

  • Comunicazione della Commissione al parlamento e Consiglio Europeo del 25 maggio 2020
  • Consiglio Europeo Riunione speciale del 17,18,19,20 e 21 luglio 2020
  • Stato dell’Unione Europeo Discorso del Presidente della Commissione del 16 9 2020
  • Parlamento Europeo del 9 febbraio 2021 Progetto di risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento Europeo e del Consiglio che istituisce un dispositivo per la ripresa e la resilienza

11 febbraio 2021

COMMISSIONE EUROPEA N 3

Consiglio europeo documento finale n 4

Commissione europea ital n 5

A-9-2020-0214_IT UMERO 6

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