Lettura della nuova Europa

Lettura della nuova “EUROPA”

Durante la incresciosa vicenda politica che sta assillando gli italiani ancora increduli, ma forse oggi più fiduciosi di ieri per la svolta in atto, la stampa e le campagne mediatiche non si sono mai soffermate a sufficienza su aspetti che forse avrebbero aiutato a capire la complessità dei nostri problemi.

Esse andavano e vanno ben oltre il colore politico delle singole formazioni perchè guardano ad aspetti di alta strategia che interessano tutti i paesi e l’Europa nel suo insieme.

Per fortuna il Presidente incaricato ne ha piena consapevolezza al punto di averne fatto ampia citazione nel suo intervento di Rimini dell’agosto dello scorso anno.

L’informativa e le informazioni esigono elementi di concretezza e dettaglio, con la indicazione delle fonti da cui attingere in maniera consapevole le notizie sull’intera ratio del processo che è alla base del Recovery Fund e del Next Generation Eu e sulle tappe via via maturate

Esigono la rigorosa citazione dei dati, dei passaggi regolamentari, delle valutazioni politiche e dei momenti di confronto in l’Europa.

I piani del Recovery Fund e del Next generation Eu sono probabilmente oggetti non ben conosciuti dagli italiani o meglio sconosciuti.

Probabilmente su entrambi gli argomenti non si hanno le idee ben chiare perché alla politica politicante ed alla stampa generalista come pure nelle trasmissioni televisive non piace soffermarsi sui reali contenuti e sui principi che hanno ispirato e promosso i due piani che non implicano solo il profilo economico finanziario ma richiamano una idea forte di Europa da realizzare con le missions globali che hanno ricadute nei singoli stati.

Forse non è male riannodare le idee e cominciare dal punto di partenza dall’attività che si è svolta prioritariamente nel consiglio europeo compendiato nel documento per il Consiglio d’Europa del luglio scorso

L’intervento di Ursula Von der Leyen del settembre all’assemblea, intervento da modo alla Presidente della commissione di esplicitare le idee sulle quali sono maturati i consensi, su come costruire un argine alla caduta del pil, attraverso un fronte di investimenti massicci per il recupero delle conseguenti disgrazie economiche indotte dal Covid.

Esse in maniera diversa ma pervasiva già nel mese di settembre si erano disseminate a macchia d’olio nei paesi della comunità, morti a parte, povertà, miseria, disoccupazione e debolezza verso l’attacco del virus.

La Presidente ha ben chiarito il pensiero della Commissione su come costruire il rilancio della Unione durante ed a valle del problema salute.

Prioritariamente si è dovuto affrontare  il tema sulle modalità di finanziamento europeo con fondi autonomi di bilancio sostenuti da una correlata capacità d’indebitamento della UE; tema che ha richieste un lavoro ed una revisione di non poco conto dei principi regolamentari del bilancio Europeo per raccogliere il consenso di tutti i paesi.

Il consenso non è stato agevole visto che alcuni paesi si erano messi di traverso soprattutto nei confronti di alcune parti della famiglia europea, di quella che più di altri, sulla base degli indicatori presi a base, sarebbero state aiutate con le erogazioni di fondi al titolo di prestito e con altri a fondo perduto.

Sono intervenuti di fatto cambiamenti radicali rispetto al passato che hanno finito per dare ragione a quanti da tempo sollecitavano l’emissione di Bond Europei di scopo., cioè di Bond emessi dall’Europa per la raccolta delle risorse da impiegare a sostegno delle finalità ordinarie e straordinarie del bilancio.

Detto questo, va aggiunto che con una pazienza negoziale mai prima registrata tutti i paesi hanno poi trovato l’accordo complessivo sia sugli importi da erogare a diverso titolo ma soprattutto sulle causali o meglio sulle ragioni di spesa e di investimento in un quadro globale di progetti che riguarda l’intero sistema Europa e che ha proporzionali e dirette ricadute sui singoli paesi.

Pur con la necessaria sintesi è bene dare uno sguardo all’intero processo soprattutto e segnalare, a quanti non hanno la possibilità di scendere sui documenti istitutivi ed istituzionali, il fatto che a mano a mano che si completavano i passaggi si determinavano anche conseguenzialmente le sfere di autonoma determinazione dei singoli paesi ai quali è richiesto ora un impegno di non poco conto perché concorrente con la realizzazione complessiva della strategia.

Si sono così individuati vincoli di carattere strategico rispetto ai quali l’autonomia delle singole nazioni  risulterà sostanzialmente contenuta salvo che per talune iniziative specifiche attinenti le peculiarità di ciascuna

Per aiutare chi è interessato ad approfondire il tema ho raccolto tutti i documenti fondamentali che andrebbero letti per intero; tutti parlano di una nuova Europa e di una Europa solidale e di una Europa che mira a ristabilire tanti equilibri nel tempo smarriti.

Una cosa è certa e va detta da subito, senza preoccupazione di essere smentiti. Il cambiamento della mission europea era già in atto e nell’aria; serviva a contrastare nazionalismi, populismi e spinte disgregatrici.

Era necessario quale risposta in un momento in cui ai radicalismi europei si affiancava quello americano trumpiano al quale in molti si ispiravano supportato, peraltro, dalla opinabile operazione Brexit che appariva come modello invocato di autonomia rispetto alle presunte rigidità dell’Europa.

Il Covid ha impresso una velocità nuova ed offerto alle governance dei singoli paesi ed a quella Europea, Commissione, Consiglio e Parlamento la ragione per dare al processo evolutivo una spinta ferma, decisa, irrevocabile che per essere ben percepita esige uno sforzo di comprensione non piccolo.

Può essere aiutato dalla lettura attenta dei testi raccolti proprio allo scopo di agevolarne la comprensione complessiva.

Vanno letti come un insieme.

La vicenda politica nazionale con l’incarico al Prof Draghi sembra destinata, poi, a conferire al disegno una lettura provvidenziale perché nella composizione della squadra europea un protagonista dell’Europa e delle sue idee che si mette al fianco della BCE, della Commissione, non è una opportunità da poco.

È una leva con un peso specifico valoriale che il mondo intero apprezza e conosce.

Per capire il pensiero di Draghi non occorre andare lontano, rileggere le sue relazioni annuali da Governatore della Banca di Italia o da Presidente della BCE; è sufficiente attingerlo dal suo pezzo del Financial Times e dalla sua relazione al meeting di Rimini dello scorso anno.

I miracoli in questo clima di buon auspicio per l’Europa sembrano non finire mai se succede poi che a concorrere alla votazione dell’assemblea parlamentare di ieri 9 febbraio 2020 sul Regolamento del Recovery Fund arrivano anche i 28 voti della Lega che consentono la formazione di una maggioranza bulgara di 582 voti contro le 60 astensioni ed i 40 voti contrari delle frange che resistono sulle loro posizioni ormai isolate in Europa e ne mondo.

In questo passaggio i benpensanti della Lega hanno aiutato la svolta che non è un segno da poco e indica un momento di resipiscenza nel panorama italiano rispetto al tema dell’Europa .

In conclusione, COVID è stata ed è una iattura di dimensione epocale, tragica, di cui non si riesce ancora ad intravedere, pur con tutto l’ottimismo che pure serve, il momento finale:

È stato però anche un fattore determinante di anticipata aggregazione dei popoli che hanno ragionevolmente ritrovato motivi di comunanza su tanti aspetti e vincoli nuovi non solo rispetto all’idea di Europa ma anche nel fare e nell’operatività. Leggi tema vaccini.

Per capire il tutto si richiede una riflessione sulla lettura delle volontà politiche che traspaiono dai documenti che ciascuno naturalmente può tradurre con la percezione sua propria derivante dal modo di sentire e intendere il fenomeno locale, piccolo ma determinante tassello del puzzle, e quello europeo.

Li metto a disposizione qui di seguito nell’ordine ai rispettivi link.

I testi di ognuno che è difficile sintetitizzare (richiederebbe un lavoro non semplice né immediato) sono in parte shedati per un richiamo più immediato

  • Comunicazione della Commissione al parlamento e Consiglio Europeo del 25 maggio 2020
  • Consiglio Europeo Riunione speciale del 17,18,19,20 e 21 luglio 2020
  • Stato dell’Unione Europeo Discorso del Presidente della Commissione del 16 9 2020
  • Parlamento Europeo del 9 febbraio 2021 Progetto di risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento Europeo e del Consiglio che istituisce un dispositivo per la ripresa e la resilienza

11 febbraio 2021

COMMISSIONE EUROPEA N 3

Consiglio europeo documento finale n 4

Commissione europea ital n 5

A-9-2020-0214_IT UMERO 6

I dati mondiali del Covid 19 sars

Tutte le discussioni nel nostro paese avvengono sempre e semplicemente attraverso verbiloqui inconcludenti e mai nessuno si perita di dare indicazioni concrete di numeri ed informazioni che devono aiutarci nelle decisioni. E ormai certo che questa virus non si  combatte solo con il vaccino, con i ricoveri e con le terapie in ospedale ed in casa ma con l’esame delle notizie idonee a produrre decisioni ragionate ed efficaci costruite con l’apporto della scienza ed attraverso sofferte decisioni politiche. Ho provato oggi a scaricare tutti i dati dell’organizzazione mondiale della sanità  OMS all’ultima data possibile, ma i diversi format dei dati, difficili da gestire se non attraverso un lavoro improbo, mi hanno suggerito per essere rapido di allegare solo un report sintetico della settimana ultima e poi di fare il download dell’ultimo report settimanale  con i dati mondiali, all’interno del quale sui link di prima pagina si apre tutto lo scenario dei dati che consentono una rapida rassegna dello stato dell’arte del mondo e del paese Italia. Oggi la Merkel che pure non ha dati di estrema criticità in un discorso al parlamento ha detto, quasi commossa, che per gli scienziati per la severità dei numeri ( che sono ben distanti da quelli del paese Italia sia per contagi che per morti )  a Natale non sono consentite flessibilità.  Non passa giorno, ora e nel passaggio di tutti gli speech televisivi , che il tema non venga dibattuto e riproposto con il ritornello del  “volemose bene” soprattutto a Natale, attraverso l’incontro e l’abbraccio. I numeri dicono quanto ,purtroppo, questo giusto desiderio cozzi con i rischi di una diffusione sempre piu aspra del contagio. Da una lettura dei dati sui report ciascuno può trarre le sue conclusione. Un dato per tutti l’Italia è il paese  in Europa con il più alto numero di morti  ( oltre 60000) e con i dati dell’ultima settimana occupa il secondo posto nella classifica dei contagi nell’area dell’occidente comprensiva della Russia.

Il report dell ‘organizzazione mondiale della sanità

20201208_Weekly_Epi_Update_17

nella prima pagina del report troverete i due link  al Dashboard complessivo con tutti i dati e al report settimanale: WHO COVID-19 Dashboard
• WHO COVID-19 Weekly Operational Update, che in ogni caso ho riproposto anche in questa pagina.

WHO Coronavirus Disease (COVID-19) Dashboard | WHO Coronavirus Disease (COVID-19) Dashboard

Coronavirus Disease (COVID-19) Situation Reports (who.int)

 

 

 

Gli stimoli di Liberato Messano sulla Storia di Agropoli

Liberato Messano che sta facendo su facebook un lavoro egregio di recupero della memoria e delle immagini di Agropoli e che, da quanto è dato leggere e vedere, ha un archivio di date , di testi e di immagini non comuni sul quale fa bene a stimolare i giovani di oggi, qualche tempo fa ha ricordato la data dell’uscita del primo numero di Aleteia rivista dell’omonima associazione.

Aleteia fu un tentativo non tanto usuale di aggregare giovani intorno ad idee per stimolare riflessioni , incontri, dibattiti ed iniziative per svegliare le coscienze della cittadina vivace ma distratta su alcune tematiche di fondo.

Gerardo Spira in prosieguo ha fatto delle utili note di commento alle quali io aggiunto alcune considerazioni personali , giacchè la mia partecipazione alla vita giovanile era stata deprivata di quelle libertà che alimentano lo spirito del confronto sistematico per essermi , si fa per dire, sistemato in un lavoro a tempo pieno  che lesinava solo piccoli momenti di vita sociale e di tempo libero e di partecipazione che avrei voluto più piena. Ma  ad Aleteia giornale non potevo far mancare la mia adesione e da quel momento ho conservato nel cassetto della storia e della memoria quelle pagine.

Su invito di Gerardo di metterle a disposizione della comunità le appostate su questo blog perchè se ne consenta anche su facebook, mediante i collegamenti che dovranno essere anche di passaparola, la lettura e lo scarico. Aprite il link

Sono certo di aver reso un buon servizio, grazie a Liberato ed a Gerardo. Continuate cosi. Ci sarò sempre.

FedericoALETEIA

Il discorso della Presidente di Commissione Van Der Leyen sul futuro dell’Europa

Quanto spazio è stato dato nei giornali ed in televisione sui contenuti del discorso della Presidente di  Commissione della Unione Europea  sul suo futuro  e sulla scelta delle aree strategiche sulle quali occorrerà lavorare non solo per difenderci dalla pandemia attuale e da quelle future che inevitabilmente arriveranno, ma anche e soprattutto per fare dello spazio europeo non solo una piattaforma di crescita e di sviluppo ed una grande occasione per rinforzare le aree nelle quali siamo, purtroppo, deboli nei confronti dei due molog dell’economia : Usa e Cina ? Ma chi deve farsi carico di trasferire ai cittadini tante notizie e conoscenze che rappresentano le condizioni del nostro futuro alle quali non possiamo non aspirare perchè rappresentative del modello di crescita e di sviluppo di tante attese che sono da anni nei programmi “della politica buona” , portate avanti e coltivate con l’intento di irrobustire la società a dispetto  di alcuni effetti negativi della globalizzazione .

Non intendo qui indicare i punti essenziali del testo perchè penso che documenti della specie debbano entrare nel patrimonio conoscitivo del cittadino che ne deve intendere il significato, sforzandosi di identificare le azioni che devono contribuire alla realizzazione che, non sono solo azioni di attesa ma di propositi e di allineamento, o anche di critica costruttiva, in ogni caso di partecipazione.

Sarà questo un modo anche di percepire il valore della Istituzione Sovranazionale alla quale apparteniamo che, non dobbiamo dimenticare, è stata per anni nel mirino dell’antipolitica e dell’anti Europeisimo da parte di formazioni  che hanno costruito parte  del loro consenso sul negazionismo di tanti ideali e di tante progettualità senza le quali, a cominciare, da quelle strumentali per la difesa dal Covid 19, saremmo non sul baratro del precipizio ma “nel precipizio”.

Non sarà una passeggiata realizzare tutti i piani indicati: richiederanno tanto impegno, rinunce e cambiamenti epocali come si può ben leggere.

Ma quell è la strada: electa una via non datur recursus ad alteram.

Quindi, allego il testo confidando che possa essere letto son serenità e con la serietà che il tema richiede.

Commissione europea discorso della presidente

State_of_the_Union_Address_by_President_von_der_Leyen_at_the_European_Parliament_Plenary

Suggerimenti banali per rendere possibile il superamento dei ritardi della Pa

Negli ultimi 2/3 mesi sono stati pubblicati a decine di documenti di analisi, report di società di consulenza, della pubblica amministrazione, tutti intesi ad individuare le priorità verso le quali si dovrebbe muovere il piano strategico nazionale diretto a sostenere la ripresa e la crescita dell’Italia, a valle delle conseguenze indotte dalla pandemia ex Covid 19, spendendo le somme assegnate dall’Ue di cui al noto recovery Fund.

Non so quante associazioni quante istituzioni, centri studi, giornali si sono fatti carico di sciorinare idee, piani teorici e non si ha idea su quanti milioni di caratteri siano stati spesi per presentare in maniera puntuale il fabbisogno del paese Italia.

E’ stato ed è tuttora uno sforzo apprezzabile che sta a dimostrare quante idee ci sono, quanti siano i centri di attenzione e quanta cura abbiano la parte pensante dell’Italia , gli intellettuali e gli organismi di rappresentanza delle diverse categorie e classi sociali, nel segnalare ed evidenziare i grandi deficit organizzativi, soprattutto, strutturali che questo paese presenta dai parecchi anni.

Sono tutti ben noti, forse arcinoti.

Se si prova a fare un confronto tra tutti questi documenti ed a metterli insieme alle idee dello sforzo fatto dal gruppo Colao, sintetizzato nel documento dei famosi giorni degli Stati generali, tra di essi non si intravedono grossi elementi di differenziazione.

Le diverse pagine che hanno avuto ad oggetto questo tema così importante per la nostra società sembrano fatte a stampa e neppure con uno sforzo di fantasia si colgono le tante diversità che pure ci sono e che forse sono più concentrate sulle priorità.

In realtà anche prima dell’avvento di questa sciagurata vicenda della pandemia gli studi sulla disamina delle grosse criticità del paese non sono mai mancati.

L’Italia è un paese che pensa e scrive tanto, che dispone di opinionisti di eccellenza e di grossi centri istituzionali di riflessione: se si dovesse e si potesse leggere tutto passeremmo tutto il nostro tempo nell’acculturamento.

E poi non mancano neppure le indicazioni , stimoli e suggerimenti che periodicamente ci vengono da Ocse, Imf, Eurostat etc. etc.

Forse per scrivere e disegnare idee il nostro paese non ha eguali.

Sono, siamo, tutti bravi a raccontare.

Peccato, come diceva Matisse, dopo aver disegnato una pipa “ceci n’est pas une pipe” che occorre, perché sia tale, la sua costruzione, la sua realizzazione.

E qui casca l’asino: occorrono almeno due grosse precondizioni.

Una ferma volontà politica , non ferma ma fermissima, che non faccia sconti a nessuno e che una volta definite le vere priorità del paese, in una visione strategica di almeno breve periodo, non dica sì a tutti ma al contrario dica anche tanti no che arrecano fastidi e  disturbo al cittadino, purché le iniziative siano portate avanti nella piena consapevolezza di realizzare il bene a tendere del paese.

Ma come è noto il ventennio, diciamo anche il trentennio alle nostre spalle, ha consegnato al paese una governance che ha dovuto per la sua sopravvivenza mediare e concedere  tanti sì e tante elargizioni senza peraltro affondare il bisturi dove ciò era necessario e senza di fatto disturbare il manovratore di turno nelle diverse aree della pubblica amministrazione e della economia.

Il governo di turno si è maggiormente speso ad accontentare la massa del cosiddetto popolo con tante elargizioni su cui un recente bel testo di Alberto Brambilla “Le scomode verità  su tasse pensioni, sanità e lavoro ” sta aprendo gli occhi, benché quegli effetti negativi fossero stati messi nel conto dei guasti fatti al paese.

Guasti prodotti soprattutto alla mentalità dei cittadini convinti di dover insistere sui diritti senza mai rispondere dei doveri che sono di lealtà e trasparenza.

La lista è lunga.

Il risultato peggiore, quello della instabilità politica e del debito, è sotto gli occhi di tutti

Non vi è infatti, un solo indicatore che riesce soddisfare non i cittadini che, tutto sommato, non hanno titolo per chiedere di più rispetto a ciò che danno, che forse non ne sentono neppure il bisogno , ma quanti hanno l’opportunità di avviare

relazioni con il bel paese sul quale devono fare affidamento e sui devono contare.

Se poi si passa alla seconda precondizione che è data dalla capacità realizzativa in un contesto complesso non si riesce ad immaginare chi possa condurre a buon fine un progetto che non nasce oggi ma che affonda le radici almeno nel trentennio passato.

Uno steering committee forte deve avere alle spalle decisioni ed obiettivi chiari ed un piano realizzativo che non si faccia condizionare da nimby, campanilismi, lobbying e manovre fuorvianti.

Come si può e si deve fare in questi casi?

Comunicando in maniera trasparente a tutta la società gli obiettivi attesi, gli scopi e le finalità, i vantaggi, i valori aggiunti da costruire; comunicando a tutti le aree che potrebbero essere toccate da una disruption, meglio da riorganizzazioni, ed indirettamente segnalando alla società le possibili ed eventuali iniziative che favoriscono , aiutano e quelle che remano contro.

La visibilità deve essere il metro di confronto tra cittadini che sono chiamati a capire ed a valutare anche con la intermediazione di soggetti terzi che rappresentano tutti (meglio senza ) e non le categorie sociali e classi e interessi precostituiti che sono sempre orientate al no.

E’ necessario alzare il livello di informazione in maniera strutturale e strutturata, mettendo a confronto le situazioni attuali, con i tanti risvolti negativi, e quelle a tendere ed i benefici che arrivano alla società con le nuove realizzazioni.

Facciamo un esempio.

Nel settore della digitalizzazione, come è ben noto, il famoso indice DESI, recentemente elaborato,  ci  pone  in Europa al 28º posto del ranking

Sono anni che il paese elabora piani dell’It, spende risorse, cuce e ricuce senza essere riuscito a muovere la percezione della Europa ma anche lo stato dell’arte dalla insufficienza in cui versiamo.

Ci sono problemi strutturali, ci sono tante difficoltà ben note ma il vero tarlo sta nella indisponibilità delle governance di tante amministrazioni a raggiungere il risultato target che invece occorre per fare il salto di qualità.

La Corte dei Conti, avendo i poteri di accertamento, ha prodotto due grossi studi, che si affiancano alle tante indagini anche di società di consulenza che per mission elaborano analisi, ed ha mostrato un’Italia che molte cose le ha fatte, una Italia che è in mezzo ad un guado ed una Italia retrograda.

Si, le leggi, le autonomie, gli 11 mila server, tutto vero.

C’è qualcuno che in via Istituzionale fa capire dall’esterno ai cittadini del Comune Ypsilon quali sono i danni per la collettività per i ritardi della digitalizzazione.

C’è un difensore civico che diventa spina nel fianco delle amministrazioni, quando il dato è conseguenza della non  decisa volontà di fare tutto ciò che occorre?

Questo è un ’esempio banale; va replicato per tutte le aree in cui questa mission andrebbe esplicata.

Perché occorre ricorrere ad una soluzione siffatta?

Perché la nostra organizzazione politico amministrativa ha costruito negli anni tante autonomie che solo leggi Costituzionali o leggi fortemente innovative possono modificare.

Il che allo stato delle cose appare del tutto impensabile.

Occorre quindi far pesare il giudizio sugli uomini che amministrano e che ritardano in maniera molto più diretta ed efficace.

Non basta l’Agenda digitale a raccontarci giorno per giorno i motivi che si frappongono.

Occorrono spine nel fianco pubbliche, dotate di una responsabilità specifica.

Occorre un sistema sanzionatorio e di riconoscimento di meriti per chi lo fa in modo da far pesare nel confronto la differenze tra la Regione A e quella B, tra il Ministero a con quello B  , e così via discorrendo.

Se vogliamo negli Enti, Istituzioni ed altro dei ruoli ci sono: sindaci, revisori, consulenti, i difensori civici.

Seguono le associazioni dei Comuni, le Convention Regioni Governo, tutte disposte a chiacchierare, a scrivere ma senza poteri di interdizione sulle cose sbagliate, sui soldi spesi senza un ritorno ed un valore aggiunto; e  c’è  anche la previsione legislativa del bilancio sociale degli Enti pubblici. Ma non ci sono organismi sovrastanti che possono imporre o entrare nel merito sulla natura delle spese sulle priorità. L’autonomia è la regola.

Insomma bene o male c’è una rete di organismi che fa impallidire quella gli altri paesi della Ue per non dire i paesi di natura anglosassone, ma una rete che non ha colpi in canna e che pur avendoli talvolta chiude il lavoro con rapporti che si perdono nel tempo, vengono pubblicati e che nessuno li legge.

La sanzione deve essere affidata alla pubblica opinione prima che alle sedi giudiziarie ed ai giornali ed agli opinionisti che scrivono libri ( ultimo in ordine di tempo quello di Boeri e Rizzo, “Riprendiamoci lo Stato”);  forse potrebbe essere utile  avvalersi  di  figure analoghe a quelle che si usano per mettere in luce i casi di corruzione, se non proprio quelli  almeno degli opinions leaders dedicati, associazioni di professionisti che abbiano compiti precisi di informazione dei cittadini.

La Pa deve sentire gli stimoli esterni, visto che dall’ interno le iniziative non vengono assecondate se non c’è la volontà politica o quella degli organi amministrativi..

L’ampiezza della autonomia rende inefficaci anche le funzioni di controllo quando ci sono.

E tutte le disattenzioni, per non dire le inadempienze , come quelle rilevate dalla Corte dei Conti, che segnala, ad esempio,  come in molte amministrazioni pubbliche non ci sono ruoli responsabili deputati alla gestione dell.IT, non trovano corrispondenti sanzioni di natura amministrativa che colpiscano nel merito gli organismi istituzionali che avrebbero dovuto provvedervi.

Nel libro innanzi citato si auspica, infatti, una misurazione dei risultati in base al giudizio degli utenti, idea suggerita anche da Cotarelli nella prefazione al testo, soluzione che però presuppone una utenza edotta ed informata , consapevole dell’esistenza di procedure e degli obiettivi connessi; consapevolezza per la quale la Pa spende da sempre poco o quasi niente, tant’è che è raro leggere nei progetti capitoli, largamente coltivati in quelli delle aziende private, finalizzati all’empowerment dei destinatari delle soluzioni iT che, si ripete, non sono scritte per la Pa ma  prioritariamente per i cittadini.

Suggerisco per una comprensione del testo qui innanzi esplicitato, che contiene idee banali ma di buon senso, la lettura delle relazioni della Corte dei Conti.

In tutto questo scenario sembra apparire qualche novità che aiuta a sperare.

La Pandemia, che ha portato tante rovine e morti, alla fine ci ha anche dato qualcosa di buono. ù

Intanto una Europa diversa, disponibile ed aperta alle novità.

Chi ha ascoltato il discorso di qualche giorno fa della presidente della Commissione Van Der Leyen, che può leggere su questo blog,  se ne convincerà. .

La Pandemia ha portato risorse economiche e finanziarie uniche ed inimmaginabili.

Ha costretto l’Italia a presentare dei piani che saranno valutati per gli effetti ed i risultati che devono produrre. Ma ha introdotto qualcosa di più: uno stretto monitoraggio da parte dell’Europa sui progetti e le iniziative resi possibili con le somme a titolo di prestito ed a maggior ragione con risorse a titolo di contributi a fondo perduti ,oltre che sui tempi e le finalità da conseguire.

E forse questa sarà l’occasione buona per far sentire il fiato sul collo alle amministrazioni , istituzioni, e delle aziende private perché non vengano meno agli impegni ed ai programmi.

Sarà la volta buona?  Non abbiamo alternative. È l’ultima occasione.

Dopo di questa non ce ne saranno altre. Va anche detto al popolo italiano, ai cittadini, che insieme alle opere occorrerà completare un altro riassetto, quello morale, dei doveri e dei diritti e eliminando tutti i piagnistei, tanti, diffusi e appartenenti in maniera trasversale alla società, perché in essi si annidano i veri ritardi che non solo solo di infrastrutture ma di crescita della società civile

Per favorire una buona ricognizione delle tematiche aggiungo in calce i link al Piano per il Sud, all’elenco dei 460 progetti presentati dai ministeri e il testo delle linee guida per il piano nazionale di ripresa e resilienza da sottoporre alla UE.

Dallo scritto alla realizzazione il passo non sarà nè facile nè breve.

Elenco_progetti_Recovery_fund_

1pianosud2030_documento

Lineeguida_DEF (1)

I numeri aiutano a capire molto di più di tante parole.

I dati eurostat del GDP a maggio.

Ci aiutano a capire chi siamo e quanto valiamo. Siamo metà della Germania che ha solo 22 milioni in più di abitanti, siamo un quarto in meno della Francia ( 64,7) circa  e della UK ( 65,8) che hanno 4/ 5 milioni mediamente in più di abitanti

aprire il link Eurostat – Data Explorer

il testo completo della commissione europea del 27 maggio

Link al documento orinale del 27 maggio della Commissione

communication-europe-moment-repair-prepare-next-generation

 

Ho ritenuto utile al di la delle consuete e frammentarie letture che pure si possono fare in sintesi sulla stampa italiana esplodere tutto intiero il documento che oggi si è discusso in commissione e che sarà presentato  al Consiglio ed  all’Assemblea per la sua completa approvazione. Sappiamo che non sarà una passeggiata perchè i quattro paesi che resistono alla assegnazione dei fondi a titolo di contributo non facilmente aderiranno alla ipotesi finale. Mi sia però consentito un giudizio generale. Tutto ciò che si legge è ciò che da tempo avremmo voluto sentir dichiarare e fare dalla Europa che abbiamo contribuito a far nascere e sviluppare. Una attenta esegesi del testo consente di estrapolare un chiaro programma di cosa avremmo già dovuto fare da anni in materia di E-health, di E-gov, in materia di E-Learning  e che le resistenze interne di ceto, di classe e di posizione hanno nei fatti affossato.

L’emergenza ha fatto uscire tutto allo scoperto ed ora si corre per riparare.

Forse una buona programmazione ci avrebbe aiutato a risparmiare in parte tante tragedie umane ,morti e disastri , ma i tempi che ci saremmo dati non sarebbero stati in linea con quelli dello sviluppo della intera società e con quelli dati dalle singole volontà sociali e di categoria. Ho in questi ultimi tempi raccolto una quantità enorme di report di società di consulenze , McKinsey, Boston Consulting , tutti prodotti con l’intento di aiutare e suggerire e proporre. Posso e devo dire che ho ritrovato nel testo europeo una sintesi felice e concreta di quanto ho letto. Questa è l’Europa che va saputa raccontare ai cittadini , che va spiegata bene per far capire che la scelta della appartenenza e della solidarietà era ed è vincente. In Italia purtroppo non c’è per effetto di una comunicazione non corretta e adeguata  una consapevolezza non rispondente agli interessi della nostra comunità.

Per tradurre concretamente tutte le idee, i progetti, occorrerà contare su una classe dirigente della società e della politica alla altezza.

Purtroppo quella sin qui incontrata non lo è stata perchè ha avuto il timore di affondare e di portare avanti iniziative anche contro il racconto popolare del “non si può fare e non serve”. che non asseconda la innovazione. Occorrerà anche svelare tante verità nascoste al paese che non può pensare di vivere al di sopra dei suoi mezzi e delle risorse e che con un riordino giusto ed equilibrato deve pure imporre sacrifici a qualcuno:  è un qualcuno che si incontra sempre e dappertutto. Si ha l’impressione che hanno tutti ragione e che debba prevalere la logica del quiete non movere.  Mi scuso per le inutili parole e  suggerisco di leggere con attenzione il testo che dovrebbe diventare, ce lo auguriamo, il planning strategico ed operativo dei prossimi anni.

COMMISSIONE EUROPEA

Bruxelles, 27.5.2020

COM(2020) 456 finale

COMUNICAZIONE DALLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO EUROPEO,   AL  CONSIGLIO,  ALL’IMPEGNO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI  

 Il momento dell’Europa: riparare e prepararsi per la prossima generazione

 SWD(2020) 98 finale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il momento dell’Europa: riparare e prepararsi per la prossima generazione

  1. I NTRODUCTION

 Il virus corona ha scosso l’Europa e il mondo fino in fondo, testando i nostri sistemi sanitari e assistenziali, le nostre società ed economie e il nostro modo di vivere e lavorare insieme. Le persone hanno perso i loro cari e il loro lavoro, mentre i piani e il futuro sono stati gettati nell’incertezza. L’Europa si è trovata di fronte a una sfida per la salute pubblica che è diventata rapidamente la crisi economica più drastica della sua storia. E vediamo già il marchio indelebile il virus lascerà sulle nostre relazioni, la nostra politica e geopolitics. Tuttavia, nelle avversità così spesso arriva opportunità. È giunto il momento per la nostra Unione europea di rimettersi in piedi e andare avanti insieme per riparare i danni della crisi e preparare un futuro migliore per la prossima  generazione..

È nostro comune sostenere i più colpiti, rafforzare il nostro mercato unico e investire nelle nostre priorità europee comuni. Nella nostra Unione, un euro investito in un paese è un euro investito per tutti. Una ripresa collettiva e coesa che accelera le transizioni tra i due verdi e digitati non farà che rafforzare la competitività, la resilienza e la posizione dell’Europa come attore globale. Ecco perché  la solidarietà, la coesione e la convergenza devono guidare la ripresa dell’Europa. Nessuna persona, nessuna regione, nessuno Stato membro dovrebbe essere lasciato indietro.

Dall’inizio della pandemia, l’UE e i suoi Stati membri hanno adottato misure senza precedenti per proteggere vite e mezzi di sussistenza. L’UE ha sostenuto gli sforzi nazionali per affrontare la crisi sanitaria e attenuare l’impatto del successo economico.  Ha  liberato tutti gli euro disponibili nel suo bilancio per combattere il virus. Ha utilizzato la massima flessibilità nelle norme di bilancio e di aiuto di Stato e ha proposto di creare SURE, un nuovo strumento per aiutare le persone a rimanere al  lavoro.

 

Questo faceva parte di un pacchetto di prima risposta che può fornire immediatamente più di mezzo trilione di euro per sostenere i lavoratori, le piccole imprese e le economie degli Stati membri. Oltre alle misure adottate dalla Banca centrale europea, la risposta dell’UE finora fornisce agli Stati membri una potenza di fuoco senza precedenti per aiutare coloro che ne hanno più bisogno. Queste erano le misure giuste adottate al momento giusto, ma sappiamo che questo non sarà quasi sufficiente per dare il via alle nostre  economie.

Per far ripartire l’economia, la fiducia deve tornare. La gente ha bisogno di fidarsi dei places in cui lavora, comprare e socializzare. Hanno bisogno di avere certezza e tranquillità quando si tratta di loro mezzi di sussistenza e del loro futuro. Qualsiasi ripresa dipenderà dalla capacità di sollevare gradualmente e in modo sostenibile le misure di contenimento, dalla nostra capacità di vivere al lato del virus e dall’avere una chiara comprensione della situazione in tutta Europa.

Questa crisi è diversa da qualsiasi altra che abbiamo affrontato prima. È dirompente ed evoluzione in natura. E molti dei suoi effetti e divisioni continueranno a giocare in modi non espatriati ed o imprevisti. Ciò che già sappiamo è che le azioni necessarie da parte dell’UE e dei suoi Stati membri per prevenire centinaia di migliaia di morti hanno avuto un costo. Tutta l’Europa è stata colpita e l’arresto economico significa posti di lavoro, income aziende sane sono stati messi a rischio in modi che non si vedevano nelle crisi precedenti.

Mentre il virus è lo stesso in tutti gli Stati membri, l’impatto e il potenziale di recupero sembrano molto diversi. I paesi e le regioni con economie dipendenti dai servizi di tipo clienti, dalle esportazioni o da un elevato numero di piccole imprese, saranno molto colpiti più difficile di altri. E mentre ogni Stato membro ha sostenuto il più possibile i propri lavoratori e le proprie imprese, non tutti possono farlo nella stessa misura. Ciò crea il rischio di una ripresa squilibrata, di un terreno di gioco disomogeneo e di un aumento delle disparità. E dimostra la necessità e il valore di una risposta europea.

Le scelte che facciamo oggi definiranno il futuro di domani per la prossima generazione. I massicci investimenti necessari per rilanciare le nostre economie devono alleviare l’onere sulle loro spalle, non renderlo più pesante. Ecco perché il piano di ripresa dell’UE deve guidare e costruire un’Europa più sostenibile, resiliente e più equa per la prossima generazione.

Le nostre sfide generazionali – le transizioni ecologiche e digitali – sono ancora più importanti ora che prima dell’inizio della crisi. Attraverso il recupero, andremo  avanti velocemente sulle transizioni bieta verde e digitale. Rafforzeremo la nostra autonomia strategica preservando i benefici di un’economia aperta. Sosterremo i nostri partner in tutto il mondo e condurremo unaforma rinnovata erinnovata di multilateralismo di cui il mondo ha bisogno.

IL PIANO NEXT GENERATION EU

Per essere all’altezza della straordinaria sfida e preparare un futuro migliore, la Commissione propone oggi un nuovo strumento di recupero, chiamato Next Generation EU, nell’ambito di un bilancio UErinnovato a lungo termine. In totale, questo piano europeo di ripresa metterà 1.85 trilioni di dollari1 per contribuire a far rilanciare la nostra economia e garantire che l’Europa rimbalzi  in avanti.

La ripresa sarà probabilmente lunga, ma le esigenze sono immediate. Un rapido accordo su queste proposte sarà un potente Stato dell’unità europea, della solidarietà e del senso comune di direzione. La ripresa dell’Europa sarà uno sforzo di squadra, da tutti noi, come individui, alle parti sociali, alla società civile, alle imprese, alle regioni, ai paesi e alle istituzioni.  Questo è il momento dell’Europa ed è time coglierlo  insieme..

 

  1. TE ANATOMY DELLA CRISI ECONOMICA

 Per capire cosa l’Europa deve fare per recuperare, dobbiamo prima avere un quadro chiaro di ciò che stiamo affrontando. Le previsioni o le conclusioni definitive in questa fase della crisi sono inevitabilmente piene di incertezza. Tuttavia, è già chiaro che le prospettive ecologi che sono piene di rischi e che la recessione in Europa potrebbe essere profonda, dannosa e prolungata se non interveniamo ora in modo decisivo.

Le restrizioni imposte per contenere la diffusione del virus hanno rallentato la vita economica – in alcuni casi quasi a untandstillo. Le catene di approvvigionamento e le linee di produzione sono state interrotte e il commercio di beni e servizi è stato interrotto. La spesa delle famiglie e gli investimenti privati sono crollati ai minimi storici. L’economia europea e la maggior parte dei suoi ecosistemi industriali hanno una frazione della loro capacità.

Insieme, si prevede che questi fattori porteranno a una forte contrazione dell’economia dell’UE. Le cifre sono rigide e l’entità dei danni è senza precedenti. Le stime indicano che il prodotto interno lordo (PIL) dell’UE è diminuito di circa il 15% nel secondo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel complesso, si prevede che l’economia dell’UE

 

 

 

1 Se non diversamente specificato, gli importi sono espressi in prezzi costanti per il      2018.  superiore al 7% nel 2020. Tuttavia, uno scenario peggiore di una seconda ondata e di misure di blocco estese potrebbe portare ovunque a un calo del 16% del PIL quest’anno.

Mentre si prevede che l’economia tornerà a crescere nel 2021, la ripresa iniziale sarà parziale  e l’impatto avvertito acutamente dalle persone e dalle imprese. Molte persone rischiano di vedere il loro reddito diminuire e il loro lavoro messo a rischio. La disoccupazione è destinata a salire al 9% nell’UE, colpendo i giovani e coloro che lavorano a bassa competenza e temporanei e vivono in famiglie povere in modo sproporzionato. È probabile che la povertà e le disuguaglianze aumentino, sottolineando l’importanza di una ripresa sociale e inclusiva. La liquidità e l’accesso ai finanziamenti saranno una sfida continua per le imprese, e in particolare perle piccole disuguaglianze diautobus. Il rischio di insolvenza dovrà essere attenuato per evitare peggiori effetti a catena.

L’impatto economico della crisi differirà notevolmente tra le diverse parti dell’economia. Le aziende che forniscono servizi rivolti ai clienti o si affidano a luoghi di lavoro affollati e aree dei clienti sono le più colpite. Le prime stime della Commissione mostrano che il turismo,l’economia sociale e gli ecosistemi creativi e culturali potrebbero vedere un calo del fatturato di oltre il 70% nel secondo trimestre del 2020. Anche il settore tessile, dei trasporti, dell’industria ad alta intensità energetica e del settore delle energie rinnovabili sarà duramente colpito. Gli ecosistemi con un’elevata fiducia dei consumatori, come la produzione, la vendita al dettaglio o la salute, rischiano di rimbalzare più rapidamente, mentre altri potrebbero subire un colpo economico ritardato.

L’impatto e il potenziale di ripresa dipendono anche dalla struttura demografica o economica di ciascun paese, con in posizione che quelli con un elevato numero di piccole e medie imprese (PMI) hanno colpito più duramente. Dipende  anche dalla loro capacità e capacità di assorbire e rispondere allo shock, in particolare con l’aiuto degli aiuti di Stato. Ciò ha un notevole impatto sul  mercato unico e aumenta le divergenze e le disparità tra gli Stati membri. Ciò si riflette nel fatto che la recessione sarà vicina al 10% per alcuni paesi, rispetto a una media tra il 6-7,5%  altrove.

Questo quadro, presentato in maggiore svalutazione nella valutazione delle esigenze di accompagnamento 2, dimostra la necessità di massicci investimenti e finanziamenti. Mettere una cifra definitiva sulle esigenze di investimento in questa fase della crisi non è una scienza esatta. Tuttavia, la valutazione delle esigenze stima che nel 2021 e nel 2022 saranno necessari almeno 1,5 trilioni di euro di ulteriori investimenti pubblici e privati per portare l’Europa sulla strada di una ripresa sostenibile.

 

  1. INVESTIRE NELLA PROSSIMA GENERAZIONE

 La valutazione delle esigenze dimostra la necessità di massicci investimenti su vasta scala e velocità, con notevoli investimenti pubblici e privati a livello nazionale. Se lasciata ai soli singoli paesi, la ripresa sarebbe probabilmente incompleta, disomogenea e ingiusta. Si tratta di un rischio molto reale in altre parti del mondo. Ma nella nostra Unione, dove le persone, le persone e le economie dipendono l’una dall’altra, l’Europa si trova in una posizione unica per poter investire in una ripresa sostenibile e in un futuro. Questo investimento sarà un  bene comune per il nostro futuro condiviso e mostrerà il vero e tangibile valore di far parte dell’Unione.

 

SWD(2020) 98

Progettato per la coesione, la convergenza e la solidarietà, il bilancio dell’UE è uno strumento pronto. È provato, trasparente e affidabile da tutti. Si è fatto investire in programmi e priorità comunemente concordati e, come segue, coloro che hanno bisogno di più sostegno ottengono gli investimenti di cui hanno bisogno per recuperare il ritardo.

Per questo motivo la Commissione propone oggi un nuovo strumento di recupero da 750 miliardi di euro, l’UE di nuova generazione, integrato in un bilancio UE a lungo termine potente e moderno. Si tratta di una proposta storica e una tantum che riflette la portata e l’entità della sfida che ci troviamo ad affrontare. La ripartizione completa di come funzionerà è stabilita nella comunicazione di accompagnamento 3, così come i testigiuridici adottati oggi. Le caratteristiche principali sono le seguenti:

 

Aumentare il denaro

I fondi per l’UE di nuova generazione saranno raccolti sollevando temporaneamente il tetto delle risorse proprie al 2% del reddito nazionale lordo dell’UE. Ciò consentirà alla Commissione di utilizzare il suo fortissimo rating del credito per prendere in prestito 750 miliardi di euro sui mercati finanziari per Next Generation  EU.

 

I fondi raccolti dovranno essere rimborsati attraverso i futuri bilanci dell’UE, non prima del 2028 e non dopo il 2058. Per contribuire a farlo in modo equo e condiviso, la Commissione proporrà una serie di nuove risorse proprie. Questi potrebbero includere una nuova resource basata sul sistema di scambio di quote di emissione, un meccanismo di regolazione dei confini dicarbonio e una risorsa propria basata sul funzionamento delle grandi aziende. Potrebbe anche includere una nuova tassa digitale, basata sul lavoro svolto dall’Organizzazione per il cooperazione economico(OCSE). La Commissione sostiene attivamente le discussioni dell’OCSE e del G20 ed è pronta ad agire in caso di mancato raggiungimento di un accordo globale. Queste si aggiungeranno alle proposte della Commissione in materia di risorse proprie basate su una tassa sul valore aggiunto e sulla plastica non riciclata.

 

Oltre all’UE di nuova generazione, la Commissione propone un bilancio UE rinnovato, pari a circa 1 miliardo di euro tra il 2021 e il 2027..

 

Investire i soldi

 

Tutto il denaro raccolto attraverso l’UE di nuova generazione e il nuovo bilancio dell’UE saranno incanalati attraverso i programmi dell’UE. Ciò significa che ogni euro di investimenti sarà messo a disposizione per rimettere in piedi l’Europa, per accelerare le transizioni ecologiche e digitali gemelle e costruire una società più equa e resiliente. Ciò significa anche che vi è piena trasparenza e responsabilità democratica per il Parlamento europeo e il Consiglio. I fondi dell’UE di Next Generation saranno investiti su tre pilastri, attraverso 500 miliardi di euro in sovvenzioni e 250 miliardi di euro in prestiti agli Stati membri.  States.

 

Il primo pilastro è il sostegno agli Stati membri per gli investimenti e le riforme per affrontare la crisi:

 

 

3 COM (2020) 442

Un nuovo strumento di recupero e resilienza con un budget di 560 miliardi di euro, distribuito in sovvenzioni e prestiti. Ciò sosterrà gli Stati membri nell’attuazione di investimenti e riforme essenziali per una ripresa sostenibile. Gli Stati membri progetteranno i propri piani nazionali di ripresa nazionali, sulla base delle priorità di investimento e di riforma individuate nell’ambito del semestre europeo, in linea con i piani nazionali per il clima e l’energia, i piani di transizione giusti e gli accordi di partenariato e i programmi operativi nell’ambito dei fondi dell’UE.

 

  • Una nuova iniziativa, REACT-EU, costituisce un bilancio di 55 miliardi di euro per un bilancio di 55 miliardi di euro. Questo sarà disponibile a partire dal 2020 e sarà distribuito in base a una nuova chiave di allocazione tenendo conto dell’impatto della crisi. Ciò garantirà che non vi sia alcuna errazione nei finanziamenti per le principali misure di riparazione delle crisi e il sostegno ai più svantaggiati. Sosterrà i lavoratori e le PMI, i sistemi sanitari e le transizioni ecologiche e digitali e sarà disponibile in tutti i settori, dal turismo alla

 

  • Per sostenere la via verde, la Commissione propone di fornire ulteriori finanziamenti per il Fondo di transizione giusta e il Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale. I programmi di politica di coesione saranno inoltre rafforzati nel prossimo periodo di bilancio dell’UE, anche per consentire reater una maggiore flessibilità.

 

Il secondo pilastro riguarda il riavvio dell’economia dell’UE incentivando gli investimenti privati..

 

  • Un nuovo strumento di sostegno alla solvenza mobiliterà le risorse private per fornire un sostegno urgente alle aziende altrimenti sane. Gli investimenti saranno incanalati verso le imprese dei settori, delle regioni e dei paesi più colpiti. Ciò contribuirà a migliorare il livello del campo di gioco per gli Stati membri, con gli aiuti può  essere operativo a partire dal 2020 e avrà un budget di 31 miliardi di euro, con l’obiettivo di sbloccare più di 300 miliardi di euro di sostegno alla solvibilità. Saranno sviluppati orientamenti per contribuire ad allineare gli investimenti alle priorità dell’UE.

 

  • La Commissione propone di potenziare InvestEU,il programma di investimenti di punta dell’UE, più che raddoppiando la sua capacità.

 

  • In aggiunta a quanto sopra, verrà creato uno strumento di investimento strategico all’interno di InvestEU. Sarà in grado di sbloccare 150 miliardi di euro diinvestimenti grazie ai 15 miliardi di euro in cui sono stati inflitti 15 miliardi di euro da Next Generation EU. Ciò investirà nel rafforzamento della nostra resilienza e autonomia strategica tra le tecnologie chiave e le catene del

 

Il terzo pilastro riguarda l’apprendimento delle lezioni della crisi:

 

  • La Commissione propone di creare un nuovo programma autonomo EU4Health,con un bilancio di 9,4 miliardi di euro. Investirà nella prevenzione, nella preparazione alle crisi, nell’approvvigionamento di medicinali e attrezzature vitali, nonché nel miglioramento dei risultati sanitari a lungo termine. Un certo numero di altri programmi chiave saranno rafforzati per trarre insegnamenti dalla crisi, in particolare rescEU e Horizon Europe.

 

  • Per sostenere meglio i nostri partner globali,saranno rafforzati sia lo strumento di cooperazione internazionale, sia lo strumento per la cooperazione internazionale, sia lo strumento di cooperazione

 

Oltre a tre pilastri della spesa attraverso lo strumento di recupero, la Commissione propone anche di rafforzare un certo numero di altri programmi nel bilancio dell’UE, rispetto a quanto discusso dal Consiglio europeo in febbraio. Questi includono la politica agricola comune, il Fondo marittimo europeo e la pesca, il programma del mercato unico e i programmi che sostengono la cooperazione su tasse e dogane, lo strumento Connecting Europe, Erasmus, il programma Europa creativa, il programma Europa digitale, il Fondo europeo di difesa, il Fondo per la sicurezza interna, il Fondo per l’asilo e la migrazione, il Fondo integrato di gestione delle frontiere e l’assistenza pre adesione.

 

  1. RIPARAZIONE PREPARE LA NEXT GENERATION: I FONDAMENTALI POLITICI

 

Questa crisi dirompente e mutevole è prima di tutto una tragedia umana. Al di là dei continui sforzi per affrontare la dimensione sanitaria, l’UE deve dare priorità alla dimensione sociale di tale situazione, in particolare mediante l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Dobbiamo investire nella protezione e nella creazione di posti di lavoro e nella creazione della nostra sostenibilità competitiva costruendo un’Europa più equa, più verde e più digitale. Dobbiamo riparare i danni a breve termine dalla crisi in un modo che investa anche nel nostro futuro a lungo termine. A tal fine, l’UE deve ora mostrare chiarezza di intenti e certezza di orientamento attraverso le sue politiche.

 

4.1.    L’accordo verde europeo: la  strategia di crescita dell’UE

 

L’European Green Deal è la strategia di crescita dell’Europa. Per garantirne il pieno potenziale, è essenziale che Next Generation EU guidi la nostra sostenibilità competitiva. Gli investimenti pubblici nella ripresa dovrebbero rispettare il giuramento verde di “non nuocere”.Le priorità individuate nei piani del semestre europeo, dell’energia nazionale e dei cambiamenti climatici (NECP) e piani di just transition dovrebbero guidare questo investimento. Le linee guida di investimento per il nuovo strumento di sostegno alla solvenza  rifletteranno anche la necessità di effettuare investimenti verdi. Ciò sarà sostenuto dal 25% del bilancio dell’UE destinato agli investimenti per il clima e da ulteriori finanziamenti per Horizon Europe, riflettendo il ruolo cruciale della ricerca e dell’innovazione nel guidare il passaggio a un’economia pulita, circolare,coopetitiva e neutra dal punto di vista climatico.

 

Per contribuire a sbloccare l’investimento privato necessario, sono essenziali la certezza e la prevedibilità a lungo termine. Ciò sottolinea l’importanza della legge sul clima e le prossime proposte di obiettivi più ambiziosi di riduzione delle emissioni per il 2030. La tassonomia  sostenibile dell’UE guiderà gli investimenti nella ripresa dell’Europa per garantire che siano in linea con le nostre ambizioni a lungo termine. Questo sarà sostenuto con una  rinnovata strategia finanziaria sostenibile  entro la fine dell’anno. Per garantire che gli interessi ambientali e sociali siano pienamenteintegrati nelle strategieaziendali, la Commissione presenterà una nuova iniziativa nel 2021 sulla governance aziendale sostenibile..

 

Questo investimento dovrebbe aiutare l’accordo verde europeoa diventare un motore per la creazione di posti dilavoro. Soddisfare le attuali crisi climatiche ed energetiche del 2030può aggiungere l’1% del PIL e creare quasi 1 milione di nuovi posti di lavoro verdi. Investire in  un’economia più circolare ha il potenziale

 

creare almeno 700.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030 e aiutare l’UE a ridurre la sua dipendenza dai fornitori esterni e adalleviare la sua resilienza alle questioni dell’approvvigionamento globale.

 

Oltre a garantire la certezza a lungo termine, la ripresa verde deve anche contribuire a rilanciare l’economia europea in modo rapido e a livello locale. La prossima Renovation Wave si concentrerà sulla creazione di posti di lavoro nel costruireion, ristrutturazione e altre industrie ad alta intensità di lavoro. Attraverso un sostegno normativo e finanziario, come  una finestra di infrastrutture sostenibili di dimensioni doppie in InvestEU,l’obiettivo sarà quello di raddoppiare almeno il tasso annuale di ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente. A tal fine, gli Stati membri potranno inoltre utilizzare i fondi dello strumento di recupero e resilienza, in linea con le priorità individuate nell’ambito del semestre europeo o dei NETP. Ciò contribuirà a risparmiare sulle bollette energetiche, a fornire condizionidi vita più sane e a ridurre lapovertà energetica.

 

Nello stesso spirito, la Commissione si concentrerà anche sullo sblocco degli investimenti in tecnologie pulite e catene del valore, in particolare attraverso i finanziamenti aggiuntivi per Horizon Europe. Il nuovo strumento di investimento strategico inseriràle tecnologie chiave per la transizione energetica pulita, come le tecnologie distoccaggio delle energie rinnovabili e dell’energia, l’idrogeno pulito, le batterie, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e l’infrastruttura energetica sostenibile. Il lavoro dell’Alleanza europeadelle batterie saràrastrellato velocemente e la nuova Clean Hydrogen Strategy and Alliance  guiderà e coordinerà il rapido upscaling della produzione e dell’uso di idrogeno pulito in Europa. La Commissione presenterà inoltre proposte per aumentare l’assorbimento delle energie rinnovabili offshore e per migliorare l’integrazionedel sistemaenergetico.

 

La crisi ha anche dimostrato il ruolo cruciale che i trasporti svolgono, con percorsi di trasporto e logistici interrotti in tutte le modalità che colpiscono le nostre catene del valore e le nostre economie. Per contribuire a creare più posti di lavoro, ci sarà anche un focus su un periodo di produzionee distribuzione di  veicoli e navi sostenibili,  nonché  di combustibili alternativi. Lo strumento Connecting Europe, InvestEU e altri fondi sosterranno il finanziamento dell’installazione di un milione di punti di ricarica,rinnovi puliti dellaflotta da parte di città e aziende, infrastrutture di trasporto sostenibili e consentiranno il passaggio alla mobilità urbana pulita. Gli investimenti pubblici per rilanciare la ripresa del settore dei trasporti dovrebbero essere impegnati dall’industria a investire in una mobilità più pulita esostenibile.

 

Proteggere e ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi naturali è fondamentale per rafforzare la nostra resilienza e prevenire l’emergere e la diffusione di futuri focolai. Ciò raddoppia l’importanza dell’ategy dell’UEper la biodiversità adottata di recente per il2030  e della prossima strategia forestale dell’UE. Nell’ambito di InvestEU, una nuova iniziativa di capitale naturale e di economia circolare mobiliterà almeno 10 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.

 

La politica agricola comune e la strategia Farm to Fork sosterranno i nostri agricoltori e il settore agricolo a prosperare  e continueranno a fornirci il cibo conveniente, nutriente, sicuro e sostenibile di cui abbiamo bisogno, rafforzando le nostre catene di approvvigionamento e affrontando le questioni esposte durante la crisi. Dato ilruolo vita l degli agricoltori e dellezone rurali nella transizione verde, la Commissione propone oggi di rafforzare il bilancio per il Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale  by

15 miliardi di dollari.

 

Molte persone, regioni e settori più colpiti dalla crisi dovranno anche apportare un cambiamento più importante della maggior parte. Per questo motivo la Commissione propone oggi di rafforzare la

 

Fondo di transizione con ulteriori 32,5 miliardi di euro. Questo funding sarà utilizzato per alleviare gli impatti socioeconomici della transizione, sostenendo il riqualificazione, aiutando le PMI a creare nuove opportunità economiche e investendo nella transizione verso l’energia pulita. La Commissione sta inoltre proposte per istituire il nuovostrumento di prestito del settorepulic che costituisce il terzo pilastro del meccanismo di transizione giusta. Ciò sarà sostenuto da 1,5 miliardi di euro dal bilancio dell’UE e da 10 miliardi di euro in prestiti da parte della Banca europea per gli investimenti.

 

4.2 Un mercato unico più profondo e digitale

 

La pandemia e le sue conseguenze sulle nostre vite e sulle nostre economie hanno evidenziato l’importanza della digitalizzazione in tutti i settori dell’economia e della società dell’UE. Le nuove tecnologie hanno mantenuto in funzione le nostre attività ei nostri servizi pubblici e hanno fatto sì che il commercio potessefluire. Ci hanno aiutato tutti a rimanere connessi, a lavorare da remoto e a sostenere l’apprendimento dei nostri figli.

 

A lungo termine, ciò potrebbe innescare cambiamenti permanenti e strutturali nella vita sociale ed economica: più telelavoro, e-learning, e-commerce, e-government. Ciò evidenzia il potenziale di sviluppare un e-ID universalmente accettato –  l’identità elettronica pubblica – per consentire un accesso semplice, affidabile e sicuro ai servizi pubblici digitali transfrontalieri.

 

Quattro elementi saranno fondamentali per un recuperodigitale, contribuendo a stimolare l’innovazione competitiva e a fornire agli utenti una scelta più ampia.

 

In primo luogo, avremo bisogno di invest in connettività più e migliore. Il rapido dispiegamento del 5G avrà effetti di ricaduta sull’intera società digitale e aumenterà l’autonomia strategica dell’Europa. Ciò sosterrà gli sforzi più ampi per costruire un’infrastruttura in gradodi gestire processi e applicazioni emergenti e future. Fornirà inoltre la larghezza di banda necessaria per la salute, l’istruzione, i trasporti, la logistica e i media che sono essenziali per la nostra resilienza, competitività e ripresa economica.

 

In secondo luogo, avremo bisogno di una maggiore presenza industriale e tecnologica nelle parti strategiche della catena di approvvigionamento digitale. Proprio come è diventato chiaro quanto siano importanti la connettività e le tecnologie digitali, ci viene anche ricordato l’importanza della sicurezza della tecnologia. Questo problema di ricambio,lanecessità per l’Europa di avere la sovranità tecnologica dove conta, oltre a mantenere il commercio aperto e il flusso dell’innovazione.

 

In questo spirito, gli investimenti di recupero saranno incanalati verso capacità e capacità digitali strategiche,tra cuiintelligenza informatica,sicurezzainformatica, comunicazione protetta, dati e infrastruttura cloud, reti 5G e 6G, supercomputer, quantistici e blockchain. Questa sarà una priorità nello strumento di recupero e resilienza, nell’InvestEU e nella strategia di investimento. Le linee guida di investimento per il nuovo strumento di sostegno alla solvenza rifletteranno anche la necessità di dare priorità agli investimenti digitali. Ciò contribuirà anche a colmare il divario digitale dell’Europa, che è diventato ancora più evidente durante la crisi.

 

In terzo luogo,costruiamo  un’economia reale dei dati come motore per l’innovazione e la creazione di posti di lavoro. I dati offrono alle aziende l’opportunità di sviluppare prodotti e servizi. Per sfruttarlo al meglio, abbiamo bisogno di spazi di dati europei comuni in settori e settori chiave,anche nel supportdell’industria europea, nell’attuazione dell’accordo verde europeo, nella sanità, nella mobilità e nella pubblica amministrazione.

 

Per dare vita a tutto questo, la Commissione presenterà un’azione legislativa sulla condivisione dei dati e sulla governance per contribuire a mettere in attostrutture adeguate per gestire la condivisione dei dati tra gli Stati membri e isettori, affrontare gli ostacoli al commercio digitale e rendere l’Europa idonea e in grado di competere nella 21a economia globale. Ciò faciliterà la creazione di spazi dati comuni e rafforzeràla trasparenza su questioni quali laportabilità o l’accesso ai dati. Seguirà una  legge sui dati, chestabilirà le condizioni per un migliore accesso e controllo dei dati industriali. La Commissione proporrà inoltre di rendere disponibili per il bene comune set di dati governativi di alto valore attraverso un accesso più aperto alla ricerca, all’innovazione e alle PMI.

 

Il quarto elemento è la necessità di un ambiente aziendale più equo e più facile,il bloccoesteso potenziato shopping su Internet e modelli di business online. Questa tendenza accelererà solo nei mesi e negli anni a venire, con un maggior numero di aziende che passano al digitale per fare business. Tuttavia, l’ambiente online è attualmente dominato da una serie di grandi piattaforme. La loro posizione e un maggiore accesso alle risorse dati chiave

–è un impatto sulla capacità delle piccole imprese europee di avviare, scalare o sfruttare al meglio il mercato unico.

 

Questi problemi devono essere affrontati se si vuole che l’Europa sto sfruttando al meglio il recupero digitale. In questo spirito, uno degli obiettivi del nuovo Digital  Services Act sarà quello di migliorare il quadro giuridico per i servizi digitali, con regole chiare per le piattaforme online. Offrirà una maggiore sicurezza per i consumatori online, preverrà l’abuso del potere di mercato da parte delle piattaforme e garantirà un mercato equo con paripportunità per le piccole imprese.

 

Dobbiamo anche concentrarci sulla riduzione degli oneri amministrativi e sul rendere più facile per le imprese, in particolare le PMI, utilizzare strumenti digitali, come la firma elettronica. Hanno bisogno di supporto per ottenere un accesso più facile ai dati e ridurre la burocrazia attraversosoluzioni digitali grezze, ad esempio per i contratti. Dovrebbero essere incoraggiati l’uso di negozi di sostegno one-stop e la semplificazione delle procedure amministrative online.

 

Sarà prioritaria la digitalizzazione degli appalti pubblici, anche mediante lo sviluppo di sistemi nazionali di e-procurement e dimoduli.   Ciò sarà sostenuto dalla piena attuazione del pacchetto di diritto societario per facilitare la digitalizzazione e la mobilità delle imprese e del gateway digitale unico.

 

Durante le ultime settimane, abbiamo anche assistito a un aumento esordiaria degliattacchi dannosi da più fonti, cercando di capitalizzare la perturbazione causata dalla pandemia per motivi criminali o geopolitici. Migliorare le capacità digitali delle forze dell’ordine conserverà la loro capacitàdi promuoverei cittadini in modo efficace. La digitalizzazione dei sistemi giudiziari può migliorare l’accesso alla giustizia e al funzionamento del contesto imprenditoriale.

 

Una nuova strategia per la cibersicurezza esaminerà come rafforzare la cooperazione, le conoscenze e la capacità a livello dell’UE. Aiuterà inoltre l’Europa a rafforzare le sue capacità industriali e i suoi partenariati e a incoraggiare l’emergere di PMI nel settore. Ciò accompagnerà la revisione della direttiva sull’efficaciadei sistemi di rete e di informazione e la proposta di misure supplementari sulla protezione delle infrastrutture critiche. Insieme al lavoro in corso sulla cibersicurezza nell’ambito dell’Unione della sicurezza dell’UE, ciò aumenterà le capacità all’interno degli Stati membri e rafforzerà la cibersicurezza complessiva dell’UE.

 

4.3. Un recupero equo e inclusivo

 

Questa crisi è una tragedia umana. L’Europa deve fare tutto il necessario per garantire che quella che è iniziata come una pandemia sanitaria – ed è diventata un’emergenza economica – non diventi una crisi sociale completamente inpiena. Milioni di persone in tutta l’UE hanno perso il loro posto di lavoro o hanno programmi di lavoro a breve termine e milioni dialtri potrebbero essere a rischio a causa dell’alto livello di incertezza.

 

Sostenere le persone a rimanere al lavoroe creare nuovi posti dilavoro, guiderà i nostri sforzi. A breve termine, il nuovo strumento temporaneo per mitigarei rischi di disoccupazione in caso diemergenza (SURE) fornirà 100 miliardi di euro per aiutare i lavoratori a mantenere il loro reddito e garantire che le imprese possano rimanere a galla e trattenere il personale. La Commissione si baserà su questo, nonché sulle esperienze di nuovistudi sul lavoro a breve terminein molti Stati membri, quando proporrà uno strumento permanente in futuro.

 

Il nuovo strumento di supporto Solvency  contribuirà a mantenere le aziende in attività e le persone al lavoro. Il nuovo fondo di garanzia paneuropeo della Banca europea per gli investimenti potrà sostenere le PMI che impiegano circa i due terzi della forza lavoro dell’UE. Le regioni più colpite dalla crisi potranno accedere a un sostegno rapido e flessibile nell’ambito della nuova iniziativa REACT-EU. Nel medio-lungo termine, gli sforzi per ripristinare unmercato unico pienamente funtio, così come gliinvestimenti effettuati attraverso l’UE di nuova generazione, creeranno nuovi posti di lavoro in tutta l’economia, in particolare nelle transizioni verdi e digitali.

 

Tutto ciò riflette la necessità che la ripresa sia equa e inclusiva. Deve affrontare le disparità e le disuguaglianze esposte o esacerbate nella crisi e promuovere la coesione territoriale. Il punto di partenza è la solidarietà: tra persone, generazioni, regioni e paesi. Ciò dovrà essere fatto in stretta collaborazione con le parti sociali, la società civile e altre parti interessate. La nostra bussola per raggiungere questo obiettivo rimarrà il  pilastro europeo dei dirittisociali.

 

L’UE garantirà che la parità sia al centro della ripresa. Un’Europa prospera e sociale dipende da tutti noi, indipendentemente dal  sesso, dall’origine razziale o etnica, dalla religione o dal credo, dalla disabilità, dall’età o dall’orientamento sessuale. Ciò è doppiamente importante in una crisi che ha avuto un impatto sproporzionato su un certo numero di gruppi della  società.

 

Garantire che tutti i lavoratori dell’UE guadagnino unliving decente sarà essenziale per la ripresa. Se fissati a livelli adeguati,  i salari minimi aiutano i lavoratori vulnerabili a costruire un cuscinetto finanziario durante i periodi buoni e a limitare il calo del reddito durante i periodi difficili. Dato che le donne sono sovrarappresentate e sottopagate in molti posti di lavoro in prima linea, la necessità di colmare il divario retributivo di genere, anche attraverso misure vincolanti di trasparenza salariale,diventa ancora più  importante.

 

Il rafforzamento del sostegno all’occupazione giovanile  aiuterà i giovani a entrare nel mondo del lavoro, della formazione o dell’istruzione, mentre una forte economia  socpuò offrire opportunità uniche per aiutare i più vulnerabili a tornare sul mercato del lavoro.

 

Il virus è stato anche particolarmente doloroso per gli anziani, che sono colpiti più duramente dal virus e sono i più appartati nelle loro case. Il prossimo lavoro della Commissione sull’invecchiamento e sulle persone con disabilità terrà conto dell’esperienza edelle lezioni della crisi. All’altro capo della scala, dobbiamo anche mitigare la crisi

 

impatto sui bambini. La Commissione proporrà la Garanzia europea per l’infanzia nel 2021 per garantire che tutti i bambini abbiano accesso ai servizidi base per la salute el’istruzione.

 

Tutti beneficeranno della ripresa dell’Europa e tutti dovranno contribuire a realizzarla. Per garantire che la solidarietà e l’equità siano al centro della ripresa, la Commissione intensificherà la lotta contro le frodi fiscali  ele suepratiche sleali. Ciò aiuterà gli Stati membri a generare le entrate fiscali necessarie per rispondere alle grandi sfide dell’attuale crisi. Una  base imponibile consolidata comune per le società  fornirebbe alle imprese un unico regolamento per calcolarela base di t ax aziendalenell’UE. La semplificazione fiscale può migliorare il contesto imprenditoriale e contribuire alla crescita economica.

 

La crisi è un test per i nostri sistemi di protezione sociale e gli investimenti necessari devono colmare le lacune di copertura che si sono manifestate incrisi, ad esempio per i lavoratori autonomi..  Ciò valeva in particolare per  i lavoratori della piattaforma che in molti casi non rientrano nell’ambito della legislazione UE in materia di lavoro e che pertanto devono essere dotati di condizioni di lavoro eque e di adeguate condizioni di lavoro.ection.

 

Mentre l’Europa intraprende la sua strada verso la ripresa verso un’economia e una società più verdi, digitali e resilienti, la necessità di migliorare e adattare competenze, conoscenze e competenze diventa ancora più importante. La crisi ha anche dimostrato l’importanza delle competenze digitali, per i bambini, gli studenti, gli insegnanti, i formatori e tutti noi per comunicare e lavorare. La Commissione presenterà  un’agenda sulle competenze per l’Europa e un piano d’azione aggiornato per l’istruzione digitale.  

 

Il blocco della società si è rivelato anche un periodo di paura e sofferenza per le vittime di violenza domestica e abusi, con prove di un aumento sostanziale dei casi. L’UE farà tutto il possibile per prevenire e combattere la violenza di genere, sostenere e proteggere le vittime di tali crimini e ritenere responsabili i responsabili dei loro comportamenti abusivi. La strategia per i diritti delle vittime  presterà particolare attenzione alle esigenze specifiche delle vittime della violenza di genere.

 

  1. BUILDING Un’UNIONE PIÙ RESILIENTE E SINGLE MARKET

 

La pandemia è servita a riaffermare l’interdipendenza delle nostre economie  e l’importanza di un mercato unico pienamente funzionante. Gli Stati membri hanno condiviso i vantaggi del mercato unico per quasi trent’anni e, per alcuni, gli scambi intracomunitari ammontano al70% delle esportazioni. I nostri ecosistemi industriali sono sempre più integrati e connessi. La ricerca, l’ingegneria, la produzione, l’assemblaggio e la manutenzione spesso si svolgono in diverse parti d’Europa e consentono alle impresedi essere più competitive e di concentrarsi sulfatto che fanno meglio. Questo sarà esattamente ciò che è necessario per la ripresa dell’Europa.

 

La crisi ha anche spezzato parti del nostro tessuto produttivo e ha colpito le catene di approvvigionamento cruciali. Questa interruzione della produzione e il calo della domanda in uno Stato membro avranno un impatto significativo in altri Stati membri. Se non affrontata, ciò potrebbe portare a clos e perdite di posti dilavoro e, in ultima analisi, ostacolerà la nostra competitività e la velocità della ripresa in altri Stati membri. Data la portata e la natura di questa sfida, la risposta non può che essere europea.

 

Ciò inizia con la garanzia che il nostro mercato unico funzionidi nuovocorrettamente. Tre delle quattro libertà sono state gravemente colpite dalla pandemia: persone, beni, servizi.

 

A seguito delle questioni iniziali, l’azione decisiva intrapresa per garantire la libera circolazione di beni e prodotti ha aiutato i nostri prodotti alimentaria rimanere aperti e molte delle nostre fabbriche a continuare a lavorare. La libera circolazione delle persone era essenziale per consentire ai trasporti, alla stagionalità e ad altri lavoratori di mantenere le catene di approvvigionamento.

 

Queste azioni hanno contribuito a garantire la continuità aziendale di base, ma la ripresa significherà il ripristino completo di tutte e quattro le libertà. Dobbiamo continuare a ridurre il nostro onere normativo semplificando le nostre norme sul mercato interno e garantendo che siano pienamente applicate e attuate. La nuova task force per l’applicazione del mercato unico sarà essenziale per identificare e affrontare le barriere che si presentano a causa di un’applicazione o di un’applicazione impropria. Garantirà la piena attuazione del piano d’azione per l’applicazione del mercato unico adottato in marzo.

 

Per mantenere le condizioni di parità e mantenere il funzionamento del mercato unico, la Commissionepropone un nuovo strumento, lo strumento di sostegno alla solvenza, per fornire sostegno alle imprese sane che sono ora a rischio a causa della chiusura economica. Dovrebbero essere sostenuti per ottenere un accesso più facile e rapido ai finanziamenti. Ciò evidenzia l’importance del completamento dell’Unione dei mercati dei capitali e dell’Unione bancaria, elementi chiave nell’approfondimento dell’Unione economica e monetaria. Ciò contribuirà a garantire la stabilità economica e finanziaria durante tutta la ripresa e rafforzerà la nostra resilienza ai futuri problemi. La Commissione trarrà inoltre le sue conclusioni sulla revisione della governance economica dopo la  crisi.

 

La crisi ha inoltre testato il quadro di concorrenza dell’UE,che è stato rapidamente adattato per consentire unsostegno nazionale particolarmente indispensabile attraverso loStato. Allo stesso tempo, è importante che queste flessibilità temporanee non causino una frammentazione a lungo termine nel mercato unico. La politica di concorrenza dell’UE è essenziale per garantire parità di vita nell’economia odierna, promuovere l’innovazione e offriremaggiore scelta. Porta il meglio dalle nostre aziende e consente loro di rimanere competitivi a livello globale. Mentre l’Europa traccia il suo percorso di ripresa e accelera le duplici transizioni, dobbiamo garantire che le regole della concorrenza rimangano adeguate al mondo di oggi. A talriguardo, la Commissione sta attualmente rivedendo il quadro comunitario in materia di concorrenza.

 

La crisi ha anche rivelato una serie di vulnerabilità e un significativo aumento di alcuni crimini, come la criminalità informatica. Ciò dimostra la necessità di rafforzare la securite l’Unione dell’UE . In tale ambito, la strategia dell’UNIONE europea per la sicurezza affronterà queste sfide e si baserà sul lavoro per un mercato interno e una società sicuri.

 

La crisi ha inoltre messo a dura prova i sistemi di asilo degli Stati membri e la gestione delle frontiere nell’Unione europea. Il nuovo Patto per la migrazione e l’asilo cercherà di rendere la gestione dell’UE in materia di asilo, migrazione e frontiere più efficace, più equa e sufficientemente flessibile per rispondere alle crisi.

 

  • Autonomia strategica aperta e forti catene del valore

 

La crisi ha inoltre rivelato una serie di settori in cui l’Europa deve essere più resiliente per prevenire, proteggere e resistere agli shock futuri. Ci impegneremo sempre per un commercio aperto ed equo, ma dobbiamo essere consapevoli della necessità di ridurre la dipendenza e rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento, in particolare per cose come ingredienti farmaceutici o materie prime.

 

A tale scopo, l’Europa deve concentrarsi sul rafforzamento della sua autonomia strategica, della sicurezza economica e del potenziale di creazione di posti di lavoro. La Commissione propone un nuovo strumento strategico per gli investimenti a sostegno degli investimenti transfrontalieri al centro di sostegno al rafforzamento e alla costruzione di catene strategiche europee del valore. Essa incentiveràla leadership industriale e commerciale europea in un certo numero diecosistemi, in particolare quelli legati alla doppia transizione verde e digitale. Ciò rafforzerà il mercato unico, sosterrà la nuova strategia industriale dell’UE4  e contribuirà a un’economia più circolare.

 

Una nuova strategia farmaceutica  affronterà i rischi espostidurante la crisi che incidono sull’autonomia strategica dell’Europa e sosterrà anche la costruzione di ulteriori capacità di produzione e produzione farmaceutica in Europa.

 

Con la transizione verso la neutralità climatica, la dipendenza dai dati fossili disponibili rischia diessere sostituita con la dipendenza da altre materie prime non energetiche, per le quali la concorrenza globale sta diventando sempre più intensa. La prevenzione dei rifiuti, il potenziamento del riciclaggio e l’aumento dell’uso di materie prime secondarie contribuiranno a ridurre questa dipendenza. Nuovi investments nel riciclaggio contribuirà a fornire materie prime secondarie strategiche. Un nuovo  piano d’azione sulle materie prime critiche esaminerà anche come rafforzare i mercati cruciali in modo sostenibile per la mobilità elettronica, le batterie, le energie rinnovabili,i cal farmacomotori, l’aerospaziale, ladifesa e le applicazioni digitali. Ciò sarà sostenuto dalla piena attuazione del piano d’azione per l’economia circolare..

 

Il commercio mondiale e le sue catene del valore integrate rimarranno un motore di crescita fondamentale e saranno essenziali per laripresa dell’Europa. In quest’ottica, l’Europa perseguirà un modello di  aperta autonomia strategica. Ciò significherà plasmare il nuovo sistema di governance economica globale e sviluppare relazioni bilaterali reciprocamente vantaggiose, proteggendoci al contempo da pratiche sleali e ingiuste. Questo ci aiuterà anche a diversificare e consolidare le catene di approvvigionamento globali per proteggerci dalle crisi future e contribuirà a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro. In questo spirito, l’UE intraprenderà una revisione della politica commerciale per garantire il contenziosoflusso di beni e servizi in tutto il mondo e per riformare l’Organizzazione mondiale del commercio.

Allo stesso tempo, l’UE deve anche proteggere i suoi beni strategici, le infrastrutture e le tecnologie dagli investimenti diretti esteri che potrebbero minacciare la sua sicurezza o l’ordine pubblico, attraverso un meccanismo rafforzato di screening degli investimenti direttiesteri. In questa crisi, le sovvenzioni statali da parte di paesi terzi hanno il potenziale di annullare l’onda del campo di gioco nel mercato unico. Ciò sarà affrontato nel Libro bianco upcoming della Commissione su uno strumento sulle sovvenzioni estere. Un rapido accordo sul proposto strumento di approvvigionamento internazionale sarà inoltre essenziale per rafforzare la capacità dell’UE di negoziare la reciprocità e l’apertura del mercato con i suoi partner.

 

Persistono le differenze nei livelli diambizione climatica in tutto il mondo, la Commissione proporrà un meccanismo di adeguamento delle frontiere del carbonio  nel 2021 per ridurre il rischio di perdite di carbonio, in piena compatibilità con le norme dell’OMC. Si tratterebbe di una nuova risorsa propria peril bilanciodell’UE, contribuendo a rimborsare in futuro i fondi raccolti per l’UE di nuova generazione.

 

 

4A COM(2020) 102

 

  • Maggiore coordinamento in materia di salute pubblica e gestione rafforzata delle crisi

 

La crisi della sanità pubblica che la nostra Unione si trova attualmente ad affrontare ha dimostrato la forza, l’abilità e il coraggio degli operatori sanitari europei. Tuttavia, i nostri sistemi sanitari pubblici, che rimangono tra i migliori e più accessibili in tutto il mondo, sono stati sottoposti aun esitazione. E il coordinamento tra gli Stati membri sulle questioni sanitarie è stato messo alla prova anche nell’immediato inizio della crisi.

 

In quest’ottica, e al fine di migliorare la preparazione congiunta per le future crisi sanitarie, la Commissione proporrà di rafforzare l’Agenzia per i medicinali dell’European nel monitoraggio della produzione e della fornitura di medicinali essenziali nell’UE per evitare carenze. Darà inoltre un  ruolo più forte al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)  nel coordinamento della sorveglianza, della preparazione e della risposta alle crisi sanitarie.

 

Dovrebbe inoltre essere rafforzato il quadro normativo dell’UE in materia di sanità e aumentare l’uso di appalti congiunti per l’approvvigionamento sanitario. Ciò apprenderebbe gli insegnamenti dalla crisi, a partire dall’approvvigionamento immediato di vaccini abreve termine. Proporremo inoltre di creare uno spazio europeo per i dati sanitari per promuovere lo scambio di dati sanitari e sostenere la ricerca nel pieno rispetto della protezione dei dati.

 

I sistemi sanitari più resilienti hanno bisogno di un adeguato investimento e di un sostegno finanziario che corrisponda al loro ruolo di leader. La Commissione propone oggi un programma autonomo EU4Health  per sostenere gli Stati membri e l’UE per rafforzare la capacità e la preparazione alle future crisi sanitarie. Contribuirà a fornire una visione a lungo termine per sistemi sanitari pubblici ben performanti e resilienti, in particolare investendo nella prevenzione e nella sorveglianza delle malattie e migliorando l’accesso all’assistenza sanitaria, alla diagnosi e al trattamento.

 

La ricerca e l’innovazione  saranno essenziali per accrescere la nostra conoscenza delle malattie, dei trattamenti e dei vaccini e rafforzare la nostra autonomia e la nostra leadership nelle catene del valore. Per questo motivo, nell’ambito del prossimo bilancio a lungo termine, la Commissione propone di rafforzare Orizzonte Europe  per sostenere la ricerca e l’innovazione nel settore sanitario, estendere le sperimentazioni cliniche, migliorare l’accesso alle infrastrutture di ricerca e contribuire all’ancoraggio della scienza al centro del processo politico.

 

L’attuale crisi ha inoltre sottolineato la necessità di un coordinamento e di una risposta alle crisi a livello europeo. Sebbene il coordinamento tra gli Stati membri sia ripreso rapidamente dopo un avvio lento, è necessario apprendere gli insegnamenti della crisi. Ciò significa rafforzare la preparazione alle crisi e la gestione delle crisi per gli scenari futuri.

 

La Commissione propone oggi di rafforzare la rescEU  per costruire la capacità permanente di gestire tutti i tipi di emergenza. Ciò rafforzerà la sua capacità di investire nelleinfrastrutture di risposta alle emergenze, nella capacità di trasporto e nei team di supporto alleemergenze. Creerà una riserva a livello dell’UE di forniture e attrezzature essenziali da mobilitare in risposta alle grandi emergenze.

 

Un’altra lezione è la necessità di una risposta rapida, flessibile e costantedell’UE alle crisi. In questo spirito, la Commissione propone di rafforzare i propri strumenti di emergenza e di renderli più flessibili in modo che le risorse possano essere impiegate rapidamente e su vasta scala quando necessario. Ciò include il Fondo europeodi solidarietà e il Fondo di adeguamento alla globalizzazione di European.

 

La Riserva di solidarietà e aiuti all’emergenza  sarà inoltre notevolmente rafforzata per consentire una risposta rapida alle crisi sia all’interno che all’esterno dell’UE.

 

  1. UNA RECOVERY BASED ON EU VALUES And FUNDAMENTAL  RIGHTS

 

La crisi sta mettendo alla prova lo stile di vita dell’Europa. Per contribuire a salvare vite umane, alcune delle nostre libertà sono state limitate. Gli elementi essenziali che fanno funzionare la nostra società sono stati spesso messi in attesa. La nostra resilienza democratica è stata messa alla prova. Tuttavia, l’Europa non deve maipromettere sui suoi valori. La ripresa deve basarsi sui diritti fondamentali e sul pieno rispetto dello Stato didiritto.

 

Di fronte alla crisi, tutti gli Stati membri hanno dovuto adottare misure di emergenza. La Commissione ha chiarito fin dall’inizio che le misure di emergenza devono essere strettamente proporzionate e limitate nel tempo e nella natura. Tutte queste misure devono essere oggetto di un controllo regolare e di tutti i diritti rispettati integralmente.

 

La crisi ha anche messo in luce una serie di vulnerabilità nello Stato di diritto. Ciò va dallo stress sui sistemi giudiziari alla capacità disomogenea dei controlli e degli equilibri istituzionali per funzionare in modo efficace. I media e la società civile hanno incontrato nuovi ostacoli nel svolgereil loro ruolo nel dibattito democratico. La relazione annuale sullo stato di diritto della Commissione esaminerà la questione in tutti gli Stati membri. Anche la proposta della Commissione di un regolamento sulla protezione del bilancio dell’UE contro le carenze generalizzate deldiritto sarà una caratteristica fondamentale.

 

La crisi ha anche evidenziato le minacce alla nostra democrazia. Ha portato con esso una nuova “infodemica” da coloro che vogliono manipolare lo spazio pubblico e diffondere messaggi falsi, propaganda e narrazioni di odio. Pur sostenendol’espressione e sostenendo i media, la Commissione affronterà le sfide di disinformazione più immediate legate alla pandemia e utilizzerà anche il piano d’azione per la democrazia europea per trarre gli insegnamenti e rafforzare la resilienza per il  futuro.

 

Tutto ciò riflette la necessità ancora più importante di rafforzare e alimentare la nostra democrazia. Questo inizia con dare alle persone una maggiore voce in capitolo nel loro futuro. Attraverso la  Conferenza sul futuro dell’Europa,i cittadini dovrebbero svolgere un ruolo di primo pianoe attivo nella definizione delle nostre priorità e del nostro livello di ambizione nella costruzione di un’Europa più resiliente, sostenibile ed equa.

 

  1. UN STRONGER EUROPE NEL  MONDO

 

La pandemia e la crisi economica ridefiniranno il modo in cui le potenze e i partner globali interagiscono. La minaccia di una potenziale erosione e frammentazione dell’ordine globale è notevolmente aumentata. Allo stesso tempo, un virus che non conosce confini crea una sfida condivisa e fa un motivo forte e urgente per rafforzare il multilateralismo e l’ordine delle regole internazionali. Più che mai,  le sfide globali richiedono una cooperazione internazionale e  soluzionicomuni.

I legami tra noi hanno bisogno di una continuaeradicata per adattarsi alle nuove realtà e per affrontare gli sviluppi dirompenti del XXI  secolo. Il mondo deve evitare un “grande gioco” globale per uscire in primo piano e in cima, a scapito degli altri. Dovrebbe concentrarsi su ciò che può fare

 

insieme, dalla sicurezza al clima e all’ambiente, dalla lotta alle disuguaglianze fino al rafforzamento del commercio internazionale e delle istituzioni internazionali.

L’UE sta conducendo la risposta globale, lavorando a stretto contatto con le Nazioni Unite (compresi gli Organisati mondiali della sanità e l’Organizzazione internazionale del lavoro), il G20, il G7, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale. In tal modo, l’UE e i suoi Stati membri dovranno sfruttare la loro forza collettiva sulla scena mondiale.

 

In questo spirito, la Commissione ha ospitato una conferenza di impegno per raccogliere 7,5 miliardi di euro per lo sviluppo di vaccini, trattamenti e strumenti come bene comune globale. Qualsiasi vaccino futuro deve essere prodotto dal mondo, per il mondo intero ed essere accessibile e accessibileper tutti.

 

A più lungo termine, l’UE si riprenderà con successo solo se anche i nostri partner in tutto il mondo si riprenderanno. Investire in una ripresa globale sostenibile è quindi nell’interesse dell’UE. Ciò richiederà una risposta massiccia e coordinata,lacerata dalla solidarietà internazionale, dall’apertura e dalla leadership. In qualità di principale potenza economica e principale donatore mondiale di aiuti internazionali, l’UE sarà sempre aperta e pronta a sostenere i suoi partner. Ciò è dimostrato dagli oltre 23 miliardi di euro di mobilda parte del Team Europe per sostenere i paesi partner e le organizzazioni internazionali ad affrontare l’impatto umanitario, sanitario, sociale ed economico della crisi.

 

L’UE ha fornito sostegno ai suoi partner e ai suoi vicini durante questa crisi ed è pronta a fare di più. Per contribuire a far capire questo, la Commissione propone oggi di rafforzare lo strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale fissandolo a un livello di 86 miliardi di euro. Uno strumento di aiuto umanitario rafforzato garantirà che l’Europa  possa fornire una solidarietà tangibile ai più bisognosi. Per sostenere i nostri partner nei Balcani occidentali, la Commissione propone di aumentare l’assistenza preadesione a 12,9 miliardi di euro.

Con la crisi che ha innescato un ulteriore aumento delle tensioni geostrategiche,i cori dell’Ue devono assumersi maggiori responsabilità nel garantire la propria sicurezza. In cooperazione con i suoi partner, l’UE deve rafforzare ulteriormente il suo ruolo di fornitore di sicurezza e di pilastro di stabilità nell’ordine mondiale. A tal fine, continuerà a sostenere il multilateralismo e a promuovere in modo più efficace i suoi interessi economici e strategici. Deve  inoltre rafforzare la sua autonomia tecnologica e la cooperazione nello sviluppo delle capacità di difesa.

 

  1. CONCLUSION – E MOMENTO di    UROPE

 

Questo è il momento dell’Europa. La nostra capacità ad agire deve essere all’altezza delle sfide che stiamo affrontando. Gli sforzi nazionali da soli non saranno sufficienti: l’Europa si trova in una posizione unica per poter investire in una ripresa collettiva e in un futuro migliore per le prossime generazioni.

 

Questo è il nostro compito di generazionedi generazione. Gli investimenti che realizziamo attraverso l’UE di nuova generazione non solo aiuteranno a far ripartire le economie e a sostenere oggi i lavoratori, le imprese e le regioni. Investirà nel futuro e ci renderà più resilienti in modo da emergere più forti e più fortidiprima. Accelereremo la doppia transizione verde e digitale e faremo in modo che le persone siano al centro del recupero.

 

La Commissione europea invita il Consiglio europeo e i co-legislatori ad esaminare rapidamente queste proposte, al fine di raggiungere un accordo politico al Consiglio europeo. Una decisione tempestiva consentirà di rendere immediatamente disponibili i fondi e di aggiungere le zone più urgenti.

 

La Commissione lavorerà quindi a stretto contatto con il Parlamento europeo e il Consiglio per finalizzare un accordo sul futuro quadro a lungo termine e sui relativi programmi settoriali. Completare questo lavoro all’inizio dell’autunno significherebbe che il nuovo bilancio a lungo termine potrebbe essere operativo e guidare la ripresa dell’Europa il 1o gennaio 2021.

 

La ripresa dell’Europa e la costruzione di un futuro migliore per la prossima generazione non sarà facile e non può essere fatta da sola. Ciò avrà bisogno di un coraggio politicoe di un’azione da parte di tutta la società. Questo è un bene comune per il nostro futuro

 

communication-europe-moment-repair-prepare-next-generation

un pezzo scritto qualche anno fa

Ripropongo un articolo “Università on line una occasione da non perdere. e pubblicato  in data 17 aprile 2015

 

Traduzione di un articolo apparso su una rivista della Società di Consulenza strategica BOSTON CONSULTING GROUP .

“Il numero relativamente piccolo di persone che, In un passato non troppo lontano, ha preso lezioni on-line negli Stati Uniti ha visto una crescita all’alternativa dei corsi tradizionali tenuti in classe . Gli adulti in carriera e i giovani hanno approfittato delle lezioni on-line gradite a causa della convenienza concessa loro di imparare sempre e ovunque. Nella mente di molte persone i corsi di laurea online sono stati quasi sempre associati a scopi lucrativi delle associazioni, delle istituzioni, anche se sono state molte le istituzioni non profit che hanno proposto corsi individuali on-line.

Oggi, quello che una volta era considerato un mezzo educativo di nicchia è diventato parte del mainstream.

Ad esempio, il 60 per cento di istituti secondari propongono offerte di corsi online. E la percentuale di studenti di istruzione superiore attualmente iscritti ha almeno un corso on-line ed è ad un massimo storico del 34 per cento, ovvero rappresentano circa 7 milioni di studenti-con iscrizione online con una crescita  di almeno cinque volte di più rispetto al numero alle iscrizione totale. Più di 3 milioni di studenti, il 15 per cento di tutti gli studenti dell’istruzione superiore, stanno attualmente imparando, principalmente attraverso corsi on-line, come studiare in un programma che è per lo meno per l’80 % in linea.

Tale cifra era del 6% per cento un decennio fa.

La formazione on-line è associata ad una vasta gamma di istituzioni educative, tra cui si registrano alcune delle più prestigiose università senza scopo di lucro del paese. Ciò che aveva generato un’opportunità basata su un trade-off qualità /convenienza si è modificato in una percezione del livello di qualità costruito sulla reputazione e su una modalità di insegnamento che richiede meno compromessi.

Un sondaggio BCG su oltre 2.500 studenti e 675 genitori e con-aziende americane ha confermato queste tendenze che si arricchiscono di nuove opportunità per esempio con l’esperienza degli studenti in corsi blended (che combinano on-line e l’istruzione in-class). In linea con le stime di cui sopra, i risultati del BCG US Education Sentiment Survey indicano che la percentuale di studenti attualmente con un corso online si attesta al 30 per cento degli studenti post-secondaria.

Si stima inoltre dal sondaggio che il 16 per cento degli studenti post-secondaria sta attualmente imparando principalmente attraverso corsi on-line. Inoltre, la ricerca di BCG ha identificato gli atteggiamenti universali sulla formazione on-line tra gli studenti e genitori.

La indagine ha mostrato che gli studenti in tutti i dati demografici e posizioni sociali vogliono combinare  gli online con corsi in aula tradizionali, per creare un’esperienza di apprendimento che coniuga le impostazioni virtuali e tradizionali. In realtà, la nostra indagine indica che più del 25 per cento degli studenti è attualmente in corso almeno un corso blended.

E’ anche emerso che gli studenti desiderano un maggiore livello di interattività .

Le istituzioni che non riescono a prepararsi a questi cambiamenti e rispondere alla drammatica maggiore concorrenza tra offerte online rischiano di perdere la quote di pertinenza e la quota di mercato globale. Quelle che si adattano scopriranno enormi opportunità non sfruttate per la crescita, nuove piattaforme per l’innovazione ed il potenziale modo di trasformare le inclinazioni con cui le future generazioni di studenti impareranno.”

 

 

IL  CASO ITALIA

Siamo il paese con il più basso indice di e-learning, con il più basso indice di studi che si perfezionano on line.In compenso siamo il paese con il più elevato indice di costo amministrativo e di gestione in tutti gli ordini di scuola.E non è un caso il dato rappresentato dal fatto che solo il 40% dei giovani tra i 25 ed i 40 anni ha un titolo di studio di cultura terziario, mentre solo il 15% tra i 55 e 64 anni ne dispone.La percentuale aumenta di 10 punti nella generazione degli anziani.Dopo il Brasile siamo il paese con la percentuale più bassa di laureati.

Analisi

In Italia gli studenti iscritto ai corsi delle Università Telematiche on line sono appena 46 mila circa. Le Università tradizionali appaiono restie ad aprirsi del tutto e non riescono a cogliere le opportunità che si presentano con l’impiego delle tecnologie che nei paesi avanzati e nei paesi Europei lungimiranti si stanno offrendo ai giovani.

Università Telematica Guglielmo Marconi                                                                                                             1423

Università telematica Unitelma Sapienza di Roma                                                                                                 1645

Università Telematica Internazionale Uninettuno di Roma                                                                               8.710

Università Telematica Niccolò Cusano di Roma                                                                                                     11.790

Università Telematica San Raffaele di Roma già UNITEL                                                                                       968

Università Telematica “E-Campus di Novedrate (Co)                                                                                             10205

 

In un fondo della settimana scorsa su un importante settimanale in merito alla riforma della Scuola in generale si osservava, e ciò vale per ogni ordine di scuola ed anche per le Università , che quel che conta nel processo di formazione non sono i contenuti, che possono essere visti in funzione degli obiettivi e delle finalità professionali a tendere, quindi non il cosa , ma il come. Forse anche le Università devono fare una profonda riflessione e rendere sempre meno cartacea, libresca e frontale, la modalità di insegnamento e sempre meno statiche le lezioni. Ne trarranno vantaggio tutti e soprattutto gli iscritti che sono circa 1700000 costretti in ragione della mobilità, dei costi e dei vincoli di tempo ad una dispendio di energie non indifferenti che potrebbe essere di certo più contenuto se solo si pensasse che almeno una parte, solo una parte, ad esempio riferita alle lezioni meno impegnative che richiedono una minore interazione con la didattica visiva e frontale, si svolgesse con la modalità on line

L’ apporto in termini di contenuti non ne risentirebbe e potrebbe essere colto con continuità di tempo, con una disponibilità senza limiti di spazio e con costi marginali bassissimi. E forse anche le stesse Università una volta fatto l’investimento potrebbero trarne non piccoli vantaggi in termini di conto economico.

Napoli li 7 aprile 2015

IL CASO NAPOLETANO DELLA FEDERICO II ” FEDERICA”.

E’ stato rilasciato il volume “Federica Eu” della nostra Federico II di Napoli,  consegnato in uno al settimanale Sette del Corriere della Sera di oggi, intitolato a “Lezione con un click “! In esso si parla della nuova rivoluzione culturale che ha la forza di Gutenberg e la velocità di Internet. Solo qualche settimana fa in una conversazione rotariana  se ne era parlato.  I Mooc ( Massive open online courses ) corsi on line aperti e pensati per una formazione a distanza ( con piattaforme varie  di Università Italiane che sfruttano persino produzioni di origine extranazionale ) sono un ottimo inzio, giacchè, pur essendo diretti a famiglie di utenti  le  più disparate, giovani, docenti, professionisti e semplici appassionati, non hanno ancora la finalità di erogare servizi di formazione per completare un intero corso di studi come fanno le Università Telematiche sopra citate figlie del provvedimento Moratti istitutivo delle Universita online.

Le Università al pari di tante altre Istituzioni ( Sanità, Giustizia)  sono nella fase storica di un passaggio epocale. La carenza nell’E-learning ci veniva rimproverata dall’OCSE già più di un decennio fa. ( come si può leggere dai 5 articoli pubblicati nel 2004 sul giornale il Denaro )

Alle spalle occorrono, però, ben altri investimenti e progetti di elevato contenuto organizzativo ad ampio impatto.

Quel che serve è la possibilità di aiutare i giovani a cogliere tutte intiere le opportunità della formazione a distanza, consentendo loro di completare almeno per ogni corso di laurea una quota degli insegnamenti, quelli possibili, con innegabili vantaggi per la collettività tutta a fronte di investimenti che hanno un ROE elevatissimo.

Le analisi costi e benefici sono sotto gli occhi .

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/arte_e_cultura/15_aprile_16/federicaeu-campione-web-learning-f2c497e4-e424-11e4-8e91-005682cf2ca0.shtml

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/04/16/anche-la-federico-ii-va-sulla-rete-lezioni-gratis-on-line-dal-21-aprileNapoli01.html?ref=search

 

In allegato un articolo del Corriere della sera di giorni fa che segnalava le Università pronte per erogare servizi di formazione finalizzate alle lauree ed una serie di miei articoli apparsi sul giornale il Denaro nel 2004, nella fase di approfondimento della materia per una progettazione di e.learning per una Università di Napoli .

Le lezioni al tempo del Covid

articoli sull’e-learning pubblicati sul denaro nel 2003 versione pet il blog

 

 

UN MODO DI FARE ASSOCIAZIONISMO E NON SOLO CHE TRASFORMA IL MODELLO DELLE RELAZIONI.

Il pezzo era stato scritto ed appostato stamane. Aveva un diverso titolo che ho dovuto rettificare. I provvedimenti normativi  (decreti) appena pubblicati, di cui  ho aggiunto in calce gli articoli pertinenti, rendono non più attuale la premessa del testo che tendeva a suggerire e consigliare un nuovo modello di vita associativa.

Il quadro normativo  da conto delle ragioni sottese. Si aprono nuove strade nei processi istituzionali  , non per convinzione organizzativa mirata alla facilitazione delle attività di relazione, ma come opportunità innovative consentite alla politica in questo contesto di criticità.

Ed è probabile che la la scelta fatta possa aprire una breccia nuova sulla base non di sole convinzioni ma di reale utilità per la società.

UN MODO DI FARE “ROTARY ” DIVENUTO ATTUALE CON IL CORONAVIRUS

Utilizzo strumentalmente un abstract ristrettissimo, parte di una delle tante mail e corrispondenza interna, riservata, mantenuta con alcuni soci e past President sul tema della riorganizzazione del distretto per entrare in argomento.

Tra i motivi indicati per dividerci vi erano la distanza, i costi, ed altri aspetti organizzativi non fondamentali in un momento in cui invece la forza era data, ed è data, dallo stare insieme.

Il dato è tratto e non si torna indietro. Il distretto 2100 sulla base di quelle argomentazioni discutibili si è diviso in due realtà associative: Campania e Calabria.

Ora, invece, alla luce del Coronavirus che sta rivalutando la rete e un  nuovo modello  organizzativo della vita sociale, e non solo, si è indotti a riflettere e ad argomentare sulle tante attività superflue e sui momenti non proprio utili dei Club e del Distretto, come si suol dire, senza un reale valore aggiunto , realizzabili in alternativa, con un uso adeguato della rete ( tante riunioni distrettuali a basso valore contenutistico che non sono finalizzate a   mettere in campo iniziative pro Rotary  e per le sei missions della Fondazione ).

La rete, peraltro, non esclude ma semmai rafforza la esigenza strategica di realizzare poi a valle, in pochi ma importanti momenti dell’anno, incontri  reali, efficaci, di sola relazione e conoscenza con l’obiettivo di sviluppare il valore e il sentimento dell’amicizia; uno dei must dell’associazione che serve a cementare  quelle opportunità che si possono cogliere solo stando insieme  e con la condivisione degli scopi.

In altri termini punto cardine dell’ organizzazione, non  solo di ora ( vedi il libro di Billy Gates Business “Alla velocità del pensiero 1999”  il libro  Bit Bang, Sole 24 ore, anno 2000 della Boston Consulting ),  che vale per tutte le attività di impresa, per le aziende sia pubbliche che private, per le associazioni  e perfino per la Scuola e le Università, è concentrarsi sulle vere ed importanti iniziative “core”; quando si fanno incontri e riunioni , stage, seminari occorre relegare e delegare alla rete,  alle funzioni che sono sulla rete e che sono nate per la rete, tutto ciò che può essere svolto a distanza con l’ausilio delle tecnologie, delle soluzioni sempre a disposizioni e nel tempo  fruibili.

Ne è un esempio, nel nostro caso, tutta la grande mole di funzioni di e-learning rotariane, appostate sul sito internazionale, in tutte le lingue e per tutto il mondo, per capire il Rotary, la sua anima, il suo stato giuridico e regolamentare, leggere i dati che sono a disposizione di tutti e che sono li proprio per facilitare.

Poi magari una, due volte all’ anno, club, distretti ed associazioni capitalizzano in meeting quanto hanno appreso a distanza ed anche attraverso incontri in rete, non attraverso la pedissequa ripetizione di contenuti scolastici e cognitivi, ma solo esercitando modalità per lo sviluppo delle relazioni umane e per confrontarsi sul modo di fare Rotary, focalizzandosi sui disegni strategici internazionali, nazionali e territoriali ed attivando progetti operativi di CLUB.

In altri termini, senza essere banali, si risparmiano tempo (risorsa da non bruciare per spostamenti) e denaro, e ci si concentra sulla qualità e sulle idee che contano per il Rotary e la società.

Naturalmente ciò che dico da qualche tempo e che ho scritto nella corrispondenza con amici rotariani in occasione del progetto di divisione, valeva allora per l’ex distretto 2100 ma potrà e dovrà valere anche con la nuova riorganizzazione della sola Campana.

Qui di seguito alcuni sintetici stralci della nota in cui sostenevo che i problemi del tempo, dei costi e delle distanze, potevano essere affrontati con modalità diverse dalla separazione.

“Caro amico,

Non sono andato tanto indietro nella raccolta della documentazione e bene hai fatto a farmene invio; mi risparmi un lavoro.  omissis …….

Mantengo per tutte le aree due o tre anni nell’ultimo PC corrente, Tutto il resto fuori da due o tre anni è su hard  disk esterni protetti,  backappati o su un secondo pc.

Non voglio perdere nulla e non voglio correre rischi. 

E cosi conservo una storia più che decennale della vita del Club e del distretto.

Quindi del Rotary al momento ho in linea solo gli  due anni ……………………, e tanto basta perchè, come sai, questo è il terzo tentativo di divisione in pochi anni.

Sia quello del tuo anno che quello di ………… sono abortiti con percentuali di non adesioni alla divisione la cui procedure non hanno fatto altro che creare fratture e incomprensioni senza arrivare ad un risultato.  omissis ………….

Un dato serve per capire cosa succederà il giorno dopo: la Calabria avrebbe 42 Club e 1547 soci: sarebbe la Cenerentola di Italia ( con tutto quello che sta succedendo in chiave politica sarebbe un bel dire ) e noi Campania figureremmo al 6 posto sia per numero di Club che di soci passando da una posizione di Rango ( diciamo cosi ) ad una situazione di mezza tacca.

Questo è il dato politico e strategico omissis   …………………………………

Non credo alle esigenze di carattere organizzativo nè alle dinamiche dei costi : sono motivazioni che forse oscurano, sottendono anche altre finalità, talune comprensibili altre incomprensibili.

Ma quelle attinenti alle inefficienze organizzative se affidate a risorse manageriali possono trasformarsi in opportunità.

I manager di aziende multinazionali di tutto il mondo con migliaia di risorse e responsabilità di risultati ed altre cose, pur stando sempre in aereo per ovvi motivi – ripeto nel mondo- possono accampare motivi di distanza , di costi e di contatto ?  I Governatori di paesi quali Argentina, Brasile etc ed altri come fanno ?

Il Rotary è lo stesso in tutto il mondo; funziona con le stesse regole dappertutto con gli stessi codici, principi, statuti e regolamenti. omissis………………………………………………….

E poi c’è un dato tutto nostro sul quale riflettere: Il Gruppo partenopeo ha perso negli ultimi 10 anni circa 150 soci mentre sono nati altri Club.

Noi al momento della Chart eravamo 52, lo leggo dal documento utilissimo che hai mandato tu . Oggi siamo 48 destinati potenzialmente a diventare di meno. Ed allora per fare una separazione  conta il numero dei Club o il numero dei soci ?

omissis

La rilettura della intera mail con altre argomentazioni, alla luce di eventi quali quelli che oggi stiamo vivendo, induce ad una riflessione banale.

Solo le emergenze e le criticità costringono gli uomini a prendere decisioni dure che, nella fase delle buona tranquillità , vengono osteggiate e mal digerite per ragioni ben note.

E che, invece, sono necessarie per migliorare la qualità della vita complessiva e l’efficienza del sistema e di tutto il mondo che in esso insiste: aziende, pubblica amministrazione, sanità, giustizia  etc etc.

Vale per il Rotary ma anche per tanti altri aspetti della società attuale che, a valle della storia del Coronavirus 19 che ci auguriamo si concluda al più presto e bene per il paese, diventerà diversa: sarà costretta a far riscoprire tutti i vantaggi delle cinque E di Lisbona ( trattato del 1990 ) sulle quali in particolare l’Italia accusa un pesante ritardo pur avendone a causa delle sue debolezze strutturali maggior bisogno.

Un esempio stringente di oggi e non è l’unico: l’ e-learning nelle Università e nelle Scuole, di cui si scoprono le enormi opportunità sin qui scarsamente utilizzate, è divenuto un tema di ascolto quotidiano e il sostegno ( l’unico) per la intera popolazione universitaria e per le Scuole di primo e secondo grado.  Una marea enorme di studenti in movimento costretta a stare a casa ed a scoprire un modo nuovo per apprendere, imparare e lavorare nella qualità di studenti. I paesi del Nord per le loro esigenze climatiche ed ambientali e non solo sono già attrezzati. Come avrebbero potuto rispondere alla crescita culturale della società senza una delle E ?.  Ma il racconto non si esaurisce qui.

Speriamo di poterlo riprendere in fretta, con la caduta di tutti e dei tanti ostacoli frapposti dalla “società che intermedia”, nell’interesse d tutti, e di riguadagnare il ruolo che l’Italia reale merita come sta dimostrando il ceto della sanità che vincerà, ne sono sicuro, ma solo per lo sforzo ed il sacrificio degli uomini in trincea e non per la gli aiuti che dovevano essere dati quando confrontando gli aridi numeri emergeva che a parità di cittadini il numero dei posti letto era uno dei più bassi dell’Europa a 27, ed il numero dei medici era carente di 50mila unità cosi come quello del personale ausiliario di circa 60 mila unità.

Qualcosa non quadrava ma la politica non se ne accorgeva dal 2017.

Questi sono i dati. Mancano nel rapporto con l’Europa a 15 rispetto al numero degli abitanti, 593 mila addetti nella pubblica amministrazione, 486 mila nella istruzione e 1485 nella sanità e nella assistenza sociale. Facciamo le nozze con i fichi secchi. C’è una ragione.Si ma non è questa la sede per parlarne. Altro giro.

federico daniello

fonte Eurostat

tavola al 2017  degli occupati nel settore

EU        Italia    eu15   italia  eu27    GAP

Sanità e assistenza sociale 21.521 1.812 8,3 4,7 3,6 1.435
Pubblica amministrazione, difesa e previdenza 12.178 1.241 4,7 3,2 1,5 592
Istruzione 13.694 1.572 5,3 4,1 1,2 486

Non avevo ancora letto i provvedimenti normativi. Sono appena noti.

Sembrano la logica conseguenza di quanto sopra

(Sedute in videoconferenza dei consigli e delle giunte comunali, degli organi di governo di province e città metropolitane, dei consigli e delle giunte regionali)

art 69
  1. Al fine di contrastare e contenere la diffusione del virus COVID-19 e fino alla data di cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, i consigli e le giunte di comuni che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati rispettivamente dal presidente del consiglio, ove previsto, o dal sindaco, purché siano individuati sistemi che consentano di identificare con certezza i partecipanti, sia assicurata la regolarità dello svolgimento delle sedute e siano presenti nello stesso luogo il presidente della riunione e il segretario comunale. Le stesse previsioni valgono anche per le sedute degli organi di governo delle province e delle città metropolitane, nonché dei consigli e delle giunte delle regioni e delle province autonome in assenza di una diversa regolamentazione da parte delle leggi regionali e provinciali.
  2. Dall’attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti di cui al comma 1 con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente sui propri bilanci.
Relazione illustrativa

La norma in esame mira a consentire – temporaneamente durante il permanere dello stato di emergenza - lo svolgimento in videoconferenza delle sedute delle giunte e dei consigli comunali e regionali e degli organi di governo delle province e delle città metropolitane, in tutti i comuni che non abbiano regolamentato tale modalità di svolgimento, evidentemente utile per il contenimento del rischio di contagio da COVID-19.

La disposizione lascia ampia autonomia all’ente locale di disciplinare lo svolgimento della videoconferenza, con atto del presidente del consiglio (ove previsto dalla vigente normativa) o del sindaco, che fissi criteri volti ad assicurarne la regolarità e la trasparenza, nel rispetto di requisiti minimi fissati dalla norma (identificazione certa dei partecipanti e contestuale presenza nello stesso luogo del presidente della riunione e del segretario comunale, al fine di consentire l’immediata redazione e sottoscrizione del relativo verbale).

Le modalità procedimentali previste ricalcano un modello già adottato da numerosi regolamenti comunali, nonché nella prassi delle società private.

Relazione tecnica

L’applicazione della disposizione ha luogo nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente e non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.




 Art. 71

(Acquisti per lo sviluppo di sistemi informativi per la diffusione del lavoro agile e di servizi in rete per l’accesso di cittadini e imprese)

1.Al fine di agevolare la diffusione del lavoro agile di cui all’articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 8, favorire la diffusione di servizi in rete e agevolare l'accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese, quali ulteriori misure di contrasto agli effetti dell’imprevedibile emergenza epidemiologica da COVID-19, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché le autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per le società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, sono autorizzate, sino al 31 dicembre 2020, ad acquistare beni e servizi informatici, preferibilmente basati sul modello cloud SaaS (software as a service), nonché servizi di connettività, mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara ai sensi dell’articolo 63, comma 2, lett. c), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nei limiti della soglia comunitaria, selezionando l’affidatario tra almeno quattro operatori economici.
  1. Le amministrazioni trasmettono allo stesso Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri gli atti con i quali sono indette le procedure negoziate.
  2. Gli acquisti di cui al comma 1 devono essere relativi a progetti coerenti con il Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione. Gli interventi di sviluppo e implementazione dei sistemi informativi devono prevedere, nei casi in cui ciò è possibile, l’integrazione con le piattaforme abilitanti previste dagli articoli 5, 62, 64 e 64-bis dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
  3. Le amministrazioni pubbliche procedono ai sensi del comma 1 con le risorse disponibili a legislazione vigente. Dall’attuazione della disposizione non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Relazione illustrativa

La disposizione in esame intende favorire l’applicazione e lo sviluppo del lavoro agile e più in generale favorire la diffusione di servizi in rete e agevolare l'accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese, quali ulteriori misure di contrasto degli effetti dell’imprevedibile emergenza epidemiologica da COVID-19 e di conseguente mitigazione del rischio, attraverso la semplificazione delle procedure di acquisto di servizi informatici in cloud, anche basate sul modello software as a service (SaaS), che supportano necessariamente i processi digitale di erogazione dei servizi per via telematica.

In particolare, la norma intende rafforzare e completare la misura, già disposta dall’articolo 13 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, con la quale è stata prevista per le amministrazioni pubbliche nonché per le autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per le società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, la possibilità di implementare, accelerare  e semplificare le procedure di acquisto di personal computer portatili e di tablet, per garantire appunto la possibilità di erogare servizi a distanza, in via telematica, consentendo altresì l’applicazione e lo sviluppo del lavoro agile da parte dei propri dipendenti.     

A tali fini appare imprescindibile procedere con urgenza alla modernizzazione della dotazione tecnologica delle predette amministrazioni pubbliche consentendo in tempi rapidi l’acquisto di servizi, anche di connettività, ad alto valore tecnologico, idonei a garantire la fruibilità sia delle funzionalità da parte dei dipendenti (al fine di intensificare la possibilità di ricorso alla modalità di esecuzione del rapporto di lavoro e massimizzare la produttività individuale), sia dei servizi erogati dalla amministrazione a cittadini e imprese.

In questo senso, la disposizione mira ad accelerare i processi di trasformazione digitale delle amministrazioni pubbliche che, attraverso procedimenti di acquisizione semplificati, possono dotarsi in tempi brevi di nuove tecnologie basate principalmente su tecnologia cloud, idonea a semplificare le attività di archiviazione e gestione dei dati, a facilitare l’accesso ad applicazioni, contenuti o servizi attraverso la rete Internet, a partire da un insieme di risorse preesistenti, configurabili e disponibili in remoto sotto forma di architettura distribuita. La tecnologia utile può essere basata sul modello Software-as-a-Service (SaaS), che rappresenta il cloud più comune e più usato dove si concede agli utenti accesso ad applicazioni e programmi.

E’ evidente, poi, che la necessità di affrontare l’emergenza, unitamente all’alto valore tecnologico dei beni e dei servizi occorrenti e alla rapida obsolescenza degli stessi, impongono tempi altrettanto rapidi di approvvigionamento.

L’intervento normativo proposto, pertanto, consente alle amministrazioni, di fronteggiare l’emergenza e, fino al 31 dicembre 2020, di ricorrere ad una procedura rapida e semplificata di acquisto,  assicurando comunque l’interesse del mercato essendo previsto il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, prevista per i casi di eccezionalità ed urgenza dall’articolo 63, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

I progetti che le amministrazioni intendono realizzare facendo acquisto alle modalità previste dalla disposizione debbono essere comunque coerenti con il Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione e integrati, ove possibile, con le piattaforme abilitanti previste dagli articoli 5, 62, 64 e 64-bis dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

Gli atti con i quali sono indette le procedure di acquisto avviate con le modalità previste dalla disposizione introdotta devono essere trasmessi al Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, al fine di consentire il monitoraggio e la verifica dell’impatto della disposizione rispetto al processo di trasformazione digitale della pubblica amministrazione.

La misura di semplificazione è consentita fino al 31 dicembre 2020.

Relazione tecnica

MANCA RT

Art. 72

(Gruppo di supporto digitale alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’attuazione delle misure di contrasto all’emergenza COVID-19.)
  1. Al fine di dare concreta attuazione alle misure adottate per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus COVID-19, con particolare riferimento alla introduzione di soluzioni di innovazione tecnologica e di digitalizzazione della pubblica amministrazione, il Presidente del Consiglio dei ministri, o il Ministro delegato, fino al 31 dicembre 2020 si avvale di un contingente di esperti, in possesso di specifica ed elevata competenza nello studio, supporto, sviluppo e gestione di processi di trasformazione tecnologica, nominati ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono individuati il contingente di tali esperti, la sua composizione ed i relativi compensi.
  2. Al comma 1-quater dell’articolo 8 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli incarichi conferiti ad esperti con provvedimento adottato anteriormente al 30 dicembre 2019 sono confermati sino alla scadenza prevista nell’atto di conferimento».
  3. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1 si provvede a valere nei limiti delle risorse disponibili di cui all’articolo 8, comma 1-quinquies, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12 e all’art. 1, comma 399, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.
Relazione illustrativa

La disposizione in esame intende offrire immediato supporto a tutte le iniziative e misure di sviluppo del lavoro agile, di immediata diffusione di servizi in rete per cittadini e imprese e, più in generale, di digitalizzazione e innovazione tecnologica che si impongono quali misure urgenti e necessarie di contrasto degli effetti dell’imprevedibile emergenza epidemiologica da COVID-19.

In particolare, già con l’articolo 13 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, è stata prevista per le amministrazioni pubbliche la possibilità di implementare, accelerare e semplificare le procedure di acquisto di personal computer portatili e di tablet, per garantire appunto la possibilità di erogare servizi a distanza, in via telematica, consentendo altresì l’applicazione e lo sviluppo del lavoro agile da parte dei propri dipendenti. Più in generale, il contrasto al diffondersi del virus COVID 19 ha imposto una serie di stringenti misure di contenimento, che necessitano dell’adozione di soluzioni di digitalizzazione e innovazione tecnologica per consentire l’erogazione di servizi a distanza mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie.          

A tali fini, fermo restando il contingente di esperti già incaricati a supporto del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i cui incarichi sono confermati nella loro validità ed efficacia fino alla naturale scadenza indicata nell’atto di conferimento, è creato un ulteriore contingente di esperti, in possesso di specifica ed elevata competenza nello studio, supporto, sviluppo e gestione di processi di trasformazione tecnologica, chiamati ad operare sino al 31 dicembre 2020, a supporto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione per l’attuazione delle misure di innovazione tecnologica e di digitalizzazione assunte per fronteggiare e contenere il diffondersi del Virus COVID 19.

Gli esperti sono nominati ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 e con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono individuati il contingente, la composizione ed i relativi compensi.

Relazione tecnica

Spiegare agli Italiani i loro problemi con i numeri e non con le parole al vento

Non sono mai riuscito a capire perchè i politici non impiegano gli strumenti della logica e della semplicità per spiegare agli italiani i problemi del paese. Ciò vale per tutti , anche per quelli che a ragione devono prendere decisioni che hanno ricadute immediate sui cittadini e sulla gestione della cosa pubblica.

Vale poi ancor di più, però, per quelli che promettono mirabilia, la dazione di provvidenze di qualsiasi genere, specie se queste sono di natura fiscale. Il refrain è abbassare le tasse: a spese di chi  non è chiaro, ma di certo a spese di chi oggi non può parlare ( i giovani)  e senza  dire dove si prendono le risorse e chi dovrebbe sostenere pantalone che paga, cioè il paese Italia.

Le irresponsabilità di simili promesse si scontrano con i dati che tutti i giorni si leggono su alcune testate, in verità poche, capaci di dare numeri e spiegarli al paese,  che invece avrebbero il dovere di indicare concretamente la strada per moralizzare il paese e limitare il furto di una parte della popolazione a danno di chi invece lo subisce.

Intanto prosegue la narrazione del popolo che subisce le angherie dello stato cattivo e del sistema delle imprese che paga tasse abnormi.

Non è chiaro,infatti,  come negli anni sia stato possibile costruire una ricchezza privata finanziaria che è arrivata alla prodigiosa cifra di 4217 miliardi che tale non sarebbe stata  se non avesse concorso la elusione e la evasione fiscale che si è avvalsa di tutti i possibili strumenti,  anche della complicità di un sistema politico che  non ha inteso disturbare il manovratore più di tanto. Il voto paga.

E non  si può certo dire che la ricchezza privata è solo il frutto del risparmio certosino delle formichine, famiglie e privati, a dispetto dell’altra parte rappresentata invece dalle cicale che contribuiscono a muovere l’economia con l’eccesso di spesa.

La premessa è solo un momento più generale di riflessione cui tutti dovrebbero essere invitati con l’esame di documenti pubblici che sono li a comprovare idee che la politica mette sotto i piedi e che non ha il coraggio virile di commentare.

L’idea di scrivere questa nota nasce dalla esigenza avvertita di contribuire a generare una consapevole responsabilità e di fare ragionare i benpensanti.

Un primo dato,quello innanzi ripreso, è la ricchezza privata finanziaria del paese pari a circa 4217 miliardi di €  che i nostri consoci della UE guardano con attenzione e sospetto ben sapendo, come è ormai acclarato da sempre , che essa è in gran parte anche frutto del mancato rispetto delle regole della fiscalità generale.

Si omette di proposito l’altro dato  del patrimonio immobiliare che fa ascendere il tutto a più di  10 mila miliardi di € come da dati della Banca di Italia sulla ricchezza delle famiglie.

La politica di un paese può anche decidere in economia di sottrarre parte delle risorse alla mano pubblica destinandola al privato, con la segreta attesa che esse poi diventino il motore della domanda dei beni di consumo e degli investimenti , ma deve, di conseguenza, decidere di rapportare il suo welfare agli introiti e non indebitarsi nella speranza che intervengano terze parti a pagare il suo debito.

L’aver costruito un sistema di welfare ampio ed allargato sul piano sociale non può oggi consentire di ridurre queste voci di spesa e far fare al paese una marcia indietro sulla strada di quel  progresso sociale che tempo addietro faceva scrivere a Rifkin  nel 2004 un famoso libro dal titolo “Il sogno Europeo” , libro in cui egli mette a confronto il sistema delle democrazie Europee e dei risultati raggiunti con quelli del mondo americano fatto di disuguaglianze e mancate assistenze sul piano sociale.

Forse leggendo alcune tabelle ed alcuni dati si può  con gradualità arrivare a delle conclusioni.

Partiamo dai conti dello stato al mese di Agosto 2019 che mi sono venuti sotto gli occhi. Ci aiutano a capire.

SALDO DEL SETTORE STATALE AGOSTO 2019 – QUADRO GENERALE

Tabelle

Dal mese di gennaio 2019, coerentemente con le tabelle presentate nel Rapporto mensile sul conto consolidato di cassa del settore statale e delle amministrazioni centrali, le tabelle “Formazione del saldo del Settore Statale” espongono le principali voci di formazione del saldo del Settore Statale al netto delle poste correttive e compensative degli incassi (ad esempio dietimi di interessi) e dei pagamenti (ad esempio rimborsi e compensazioni di imposta).

Formazione del saldo del Settore Statale.
Gennaio-Agosto 2018 – 2019
(dati cumulati in milioni di euro)
FORMAZIONE Valori assoluti 2018 Valori assoluti 2019 Variazioni
assolute
Variazioni
percentuali
Incassi totali 275.320 279.245 3.925 1,4
Pagamenti totali 303.689 310.241 6.552 2,2
di cui: Interessi passivi 41.737 42.871 1.134 2,7
Saldo al netto delle Partite Finanziarie -28.369 -30.996 -2.627
Saldo primario al netto delle Partite Finanziarie 13.368 11.875 -1.493
Partite Finanziarie -1.219 -1.392 -173
   Incassi 776 755 -21 -2,7
   Pagamenti 1.995 2.147 152 7,6
Incassi finali 276.096 280.000 3.904 1,4
Pagamenti finali 305.684 312.388 6.704 2,2
Saldo Settore Statale -29.588 -32.388 -2.800
Saldo primario 12.149 10.483 -1.666
Formazione del saldo del Settore Statale.
Agosto 2018 – 2019
(dati mensili in milioni di euro)
FORMAZIONE Valori assoluti 2018 Valori assoluti 2019 Variazioni
assolute
Variazioni
percentuali
Incassi totali 36.842 35.068 -1.774 -4,8
Pagamenti totali 35.485 37.280 1.795 5,1
di cui: Interessi passivi 6.393 7.226 833 13,0
Saldo al netto delle Partite Finanziarie 1.357 -2.212 -3.569
Saldo primario al netto delle Partite Finanziarie 7.750 5.014 -2.736
Partite Finanziarie -61 -27 34
   Incassi 6 8 2 33,3
   Pagamenti 67 35 -32 -47,8
Incassi finali 36.848 35.076 -1.772 -4,8
Pagamenti finali 35.552 37.315 1.763 5,0
Saldo Settore Statale 1.296 -2.239 -3.535
Saldo primario 7.689 4.987 -2.702

(*) se positivo: avanzo; se negativo: disavanzo

  • Da questo prospetto si evince un dato di una semplicità sconcertante . La gestione ordinaria chiude con un avanzo di circa 10 miliardi negli otto mesi, annullato da una voce di ben 42 miliardi di interessi passivi che ripagano il debito pubblico in circolazioneNon credo ci voglia molto a far capire agli italiani che il nostro macigno è tutto li. Qualche altro dato può meglio caratterizzare il paese che ad onta di tutte le malevoli congetture è un paese virtuoso,  strano a dirsi ma è proprio cosi , nonostante i tanti lati negativi pure da mettere a posto. Si proverà meglio a chiarire l’assunto in prosieguo.
  • L’italia ha visto aumentare il suo debito di 692 miliardi in circa 10 anni, passato da 1671 a 2363. La Francia ha visto aumentare invece il debito di 1025 miliardi , passato da 1370 a 2395. Spagna di 759 con un salto da 439 a 1199. La Germania di solo 304 miliardi con un rapporto che è passato da 65,2 a 56,9 del pil, cioè diminuito. L’italia al contrario ha visto crescere il rapporto debito/pil  che è  arrivato a 133,4 ; in  Francia il rapporto è aumentato del 30%, in Spagna del 56%. Tra l’altro il sistema Italia si è anche piantato dopo le crisi bancarie giacchè gli impieghi sono passati da 1691 del 2011 a 1435  con una diminuzione di 256 miliardi. Le banche non spingono più; si sono fermate.
  • Passiamo ad un altro dato che spiega bene il paese Italia.  Il suo Pil a prezzi costanti dal 2008 a 2019 è passato da 1615 miliardi a 1665 , con un più 5o miliardi. A prezzi correnti è aumentato di 139 miliardi pari a 12,5 nel periodo considerato, meno della inflazione che è stata del 13,5%. In Francia è stata del 13% in Germania del 14%. Nel periodo antecedente dal 1992 al 2007 per 15 anni l’Italia aveva ridotto il rapporto debito/pil da 109,7% a 99,8%.Nello stesso periodo il Pil era cresciuto del 23%.  con una variazione della inflazione del 60,3% pari ad una media annua del 3,75%. In Francia era stata del 31,9% in Germania del 37,6%.  Il numeratore cioè il debito negli ultimi 10 anni è cresciuto, il denominatore no. Il paese non cresce nè in termini nominali nè in termini reali.
  • Passiamo alla voce delle entrate. Nel periodo il totale dell’aumento è stato di 823 , le spese di 870; in Francia le entrate di +269 le spese di +284; in Germania di +469 di spese +419.  Ma quale è il dato che conta e che ci opprime. L’Italia nonostante un avanzo di 475 miliardi , ha avuto una gestione dei conti altamente critica per aver pagati per il debito interessi per  858 miliardi , contro i 566 della Francia e i 549 della Germania. Ha quindi potuto spendere di meno in tutte le voci del bilancio mentre Francia e Germania hanno potuto spendere di più. La Francia contro i nostri 475 miliardi di avanzo ha  registrato un disavanzo di 132 ;la Germania di 67.
  • In altri termini Francia e Germania hanno potuto e possono spendere di più. Detta meglio: non abbiamo nemmeno gli occhi per piangere. Ed allora la politica deve fare delle cose semplici e complesse allo stesso tempo. 
  • Certamente non deve aumentare il debito che continua a strozzare la nostra gestione e l’economia .Deve riqualificare la spesa spostando le somme da spese meno produttive a quelle più produttive e che aggiungono valore. Deve certamente ridurre le spese , che non creano valore, come si fa nelle aziende e non deve creare disoccupazione.  E deve intervenire sulle singole voci di spesa e di entrata con le modalità che rappresentano la sua vision di politica economica e strategica e con l’occhio a tutti gli indicatori che rappresentano la criticità del paese. Ma certamente deve accontentare taluni e scontentare altri e non può accontentare tutti.
  • Come si può fare? In primis rimettendo in ordine la giustizia sociale per far pagare a tutti in ragione del principio costituzionale del contributo dovuto in ragione del reddito e del patrimonio per consentire solo con l’equilibrio tra entrate ed uscite il sostegno al welfare sin qui assicurato: salute, istruzione, spese sociali  ed altro. 
  • Ma come si fa concretamente? Scendendo nei dati del suo bilancio ,guardando tutte le voci  in lungo ed in largo. Per chi volesse capire  non resta che aprire il link sotto segnato.
  • Chi vuole può leggere e studiare tutte le voci analiticamente delle entrate e delle uscite ed esercitarsi nella surroga del parlamentare e del politico che deve fare le sue scelte , del governo che è chiamato a fare le scelte di politica economica. Va detto pure che i dati che vengono pubblicati ogni mese e che sono a disposizione di tutti come è a disposizione di tutti ogni documentazione necessaria per approfondire e capire.
  • http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/previsione/contabilita_e_finanza_pubblica/conto_riassuntivo_del_tesoro
  • Ci sono domande preliminari alle quali occorre rispondere: fondative e ineludibili. Aumentiamo la fiscalità per mantenere lo stato sociale e alimentare le esigenze sottese della economia. ? La risposta non è difficile e non è di sinistra.
  • Per quanto ci sia un ritornello che assume che l’Italia è il paese con il carico fiscale più elevato, allo stesso modo va detto che non è sempre cosi e che esiste solo l’esigenza di una sostanziosa risistemazione con spostamenti delle risorse a parità di carico fiscale.  Non resta che scontentare chi oggi si avvale del beneficio non equo.
  • La seconda domanda: diminuiamo lo stato del Welfare che significa sanità, istruzione, sostegno sociale, assistenza, regime pensionistico. Anche qui la risposta sembra quasi obbligata: non è il caso di parlarne. Si scontenterebbero fasce di popolazione anche se non guasta riesaminare nel merito tante situazioni, come ad esempio il fatto che ci sono circa 10 milioni di cittadini che percepiscono assegni senza aver mai versato un centesimo nè di tasse e di contributi, avendo lavorato in nero per tutta la vita,ma avendo del pari fruito di tutto il sistema del welfare.
  • Terza domanda: assecondiamo le aspirazioni della Lega e dei suoi sodali di far pagare meno tasse , di aumentare il debito, uscendo fuori dall’Europa, perchè il potere sovrano del paese deve riappropriarsi del futuro visto che una grossa percentuale del paese lo gratifica di consenso e di sostegno politico. Solo una visione anarchica e fuori dal mondo reale può produrre tale convincimento e orientare la politica. Sarebbe un suicidio non assistito perchè l’Europa ed il Mercato ci espellerebbero riportandoci ad un ante 2008, se non peggio.
  • Ma c’è una via di fuga sulla quale con coraggio deve concentrarsi la nuova coalizione spiegando bene il tutto al paese: occorre reperire risorse dai 20 a 30 miliardi con le quali da una parte sistemare il debito negli anni e da una parte destinare almeno 15 miliardi all’anno ad investimenti.
  • Occorre reperirle in casa nell’area della evasione , piccola o grande che sia. I dati pubblicati dall’Istat e non solo , dal Mef, dalla Corte dei Conti,  dall’Eurostat, da non so quanti organismi ed Istituzioni, dicono di una evasione che non può essere eliminata ma che deve essere almeno avvicinata ai numeri percentuali dei paesi consoci dell’Europa cui il tema è ben noto e che per questa ragione non sente alcun impegno di solidarietà. E fa valere questo sentiment in ogni occasione istituzionale. Questa è la  sfida che attende la coalizione rispetto alla quale le note stonate di turno  fanno perdere vigore e ragion d’essere. Non convincono neppure quelli che hanno sempre nutrito sentimenti di simpatia.

Capitolo primo.  Nei successivi saranno ripresi a beneficio ed a sostegno della idea i numeri che contano tutti attinti da fonti e documenti ufficiali o da stampa qualificata come quelli sui dati del Pil ed altri. Fonte Milano Finanza.